Il mio ricordo personale di Luciano De Seta
- Ieri 2026 alle 10:52:45
Paolo Siani
Ci ha lasciato Luciano de Seta.
Professore emerito di Pediatria, primario ospedaliero, uomo di grande intelligenza, cultura e sarcasmo. Una persona perbene.
Luciano è stato un vero Maestro per me e per tanti giovani pediatri. Ci ha insegnato, già tanti anni fa, una pediatria moderna, fondata sullo studio e sulla ricerca. Ci ha insegnato a studiare, a scrivere e a saper leggere un lavoro scientifico, a preparare una relazione per un congresso. Ci accompagnava ai congressi di pediatria e ci guidava, con passione e competenza, in quel mondo che per molti di noi era ancora tutto da scoprire.
Grazie a lui abbiamo conosciuto la pediatria triestina di Panizon e Ventura, imparando quanto fosse importante confrontarsi, studiare e crescere professionalmente.
Fu uno dei primi pediatri a specializzarsi anche in Allergologia a Firenze alla scuola del prof Ricci perché aveva intuito che le malattie allergiche sarebbero state rilevanti per i pediatri.
Tra i tanti lavori scientifici che ha scritto, voglio ricordare in particolare un articolo del 2018, pubblicato su Medico e Bambino e scritto insieme a Federica: «La scuola e il bambino disabile».
In quelle pagine Luciano denunciava la necessità di una migliore integrazione tra pediatri e scuola, affinché l’inserimento scolastico dei bambini con disabilità fosse davvero possibile, efficace e rispettoso dei loro bisogni.
Luciano ci ha insegnato a non limitarci alla cura della malattia, ma a guardare al bambino nella sua interezza, ai suoi diritti e alle opportunità che la società deve garantirgli.
Ha sempre creduto nella sanità pubblica e ha contribuito a cambiare in meglio tutti i reparti di Pediatria nei quali ha lavorato.
È stato tra i primi, a Napoli, a battersi perché le mamme potessero stare in ospedale accanto ai propri bambini, riconoscendo il valore fondamentale della loro presenza durante la malattia.
È stato fondatore e animatore, a Napoli, dell’Associazione Culturale Pediatri, oltre che redattore delle riviste Medico e Bambino e Quaderni ACP.
Io, come tanti altri pediatri, gli dobbiamo molto. E non lo dimenticheremo.
Perché Luciano non era soltanto un grande pediatra e un Maestro generoso: era anche un uomo colto, ironico, capace di apprezzare l’ironia degli altri. La sua risata era contagiosa. Stare con lui era piacevole. Ci siamo divertiti tanto insieme.
Abbiamo anche pianto insieme, quando il nostro amico Maurizio ci lasciò , ancora giovanissimo, e poi quando se n’è andato anche Peppe, che per un periodo aveva condiviso con Luciano il lavoro in ospedale.
Mi ha aiutato nel 1985 a riprendere pian piano a vivere e a tornare in ospedale dopo la tragedia che mi aveva colpito.
Oggi il dolore per la sua scomparsa si accompagna alla gratitudine per tutto quello che ci ha dato, come professionista e come uomo.
Abbraccio con grande affetto Federica, Rosaria, Laura e Adriano, ragazzi che ho visto crescere, e Antonella, compagna preziosa per Luciano.
Ciao Luciano.
Addio, Maestro.

