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Appello dell'Associazione Culturale Pediatri per il Dott. Hussam Abu Safiya e per la tutela della neutralità della medicina

  • Oggi alle 09:57:16
«Non permetterò che considerazioni di età, malattia o disabilità, credo, origine etnica, sesso, nazionalità, appartenenza politica, razza, orientamento sessuale, posizione sociale o qualsiasi altro fattore interferiscano tra il mio dovere e il mio paziente.»

Dichiarazione di Ginevra della World Medical Association


Con queste parole, che rappresentano uno dei fondamenti etici della professione medica, l'Associazione Culturale Pediatri motiva il presente appello.



Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Al Ministro della Salute
Alle Autorità diplomatiche competenti


Oggetto: Appello dell'Associazione Culturale Pediatri per il Dott. Hussam Abu Safiya e per la tutela della neutralità della medicina

L'Associazione Culturale Pediatri (ACP), società scientifica impegnata da oltre cinquant'anni nella promozione della salute, dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e della qualità delle cure pediatriche, esprime profonda preoccupazione per la detenzione del pediatra palestinese Dott. Hussam Abu Safiya e per la sorte degli altri operatori sanitari tuttora detenuti senza formale imputazione.

La vicenda del Dott. Hussam Abu Safiya rappresenta oggi uno dei casi più emblematici di violazione della neutralità delle cure. Pediatra e direttore di uno degli ultimi ospedali ancora operativi nel nord della Striscia di Gaza, egli ha scelto di rimanere accanto ai propri piccoli pazienti durante l'assedio, continuando a garantire assistenza sanitaria in condizioni estreme, nonostante la perdita del figlio Ibrahim, il ferimento subito, la distruzione dell'ospedale e i gravissimi rischi personali. Arrestato il 27 dicembre 2024 mentre esercitava la propria professione, è detenuto da oltre diciotto mesi senza che sia stata formalizzata un'accusa né celebrato un processo. Secondo la documentazione resa pubblica da organizzazioni internazionali indipendenti, esperti delle Nazioni Unite e associazioni per i diritti umani, le condizioni della sua detenzione destano gravissime preoccupazioni sotto il profilo del rispetto dei diritti fondamentali, della salute e della dignità della persona.

Come pediatri sentiamo il dovere di prendere posizione. Non perché intendiamo intervenire nel dibattito politico o militare, ma perché la nostra professione si fonda su principi che trascendono ogni appartenenza: il rispetto della vita, la tutela della dignità della persona, la protezione di chi presta cure e il diritto universale alla salute.

La neutralità della medicina costituisce uno dei cardini del diritto internazionale umanitario. Le Convenzioni di Ginevra riconoscono una speciale protezione al personale sanitario impegnato nell'assistenza ai malati e ai feriti, affinché la possibilità di curare rimanga inviolabile anche durante i conflitti armati. Quando un medico viene privato della libertà o subisce violenze mentre svolge il proprio dovere professionale, non è colpita soltanto una persona: viene messo in discussione un principio essenziale per la tutela della vita e della salute delle popolazioni civili e, in particolare, dei bambini, che nelle guerre rappresentano sempre le vittime più vulnerabili.

Come medici conosciamo gli effetti che isolamento prolungato, deprivazione del sonno, malnutrizione, violenze fisiche e psicologiche producono sulla salute. Le informazioni disponibili descrivono condizioni incompatibili con le Regole Mandela delle Nazioni Unite, con gli standard internazionali di tutela delle persone detenute e con l'etica che guida ogni professionista sanitario.

Per queste ragioni l'Associazione Culturale Pediatri rivolge un appello al Governo italiano affinché si adoperi, nelle sedi diplomatiche e internazionali competenti, per:

• garantire al Dott. Hussam Abu Safiya l'incolumità fisica e psicologica, l'accesso tempestivo a cure adeguate, ai propri legali e ai familiari;
• assicurare condizioni di detenzione pienamente conformi al diritto internazionale umanitario e agli standard delle Nazioni Unite;
• garantire il pieno rispetto delle garanzie del giusto processo oppure, in assenza di imputazioni formalizzate, promuoverne la liberazione;
• richiamare l'attenzione della comunità internazionale sulla situazione degli altri operatori sanitari detenuti nelle medesime condizioni.

L'Associazione Culturale Pediatri rinnova il proprio impegno nella difesa della neutralità della medicina, della protezione del personale sanitario e del diritto di ogni bambina, bambino e adolescente ad avere accesso a cure sicure, libere e indipendenti, anche nei contesti di guerra.

Come pediatri sappiamo che ogni guerra colpisce innanzitutto i bambini. Sappiamo però anche che non esiste alcuna possibilità di proteggerli se chi li cura non viene, a sua volta, protetto.

Per questo chiediamo che il Dott. Hussam Abu Safiya e tutti gli operatori sanitari detenuti possano vedere pienamente garantiti i diritti che il diritto internazionale riconosce a ogni persona e a ogni professionista della salute.

Difendere il Dott. Hussam Abu Safiya significa difendere la neutralità della medicina, il diritto alla cura, la dignità della professione medica e la tutela dei bambini nei contesti di guerra. Significa riaffermare un principio che appartiene all'intera comunità scientifica: nessun medico deve essere perseguitato, detenuto o maltrattato per aver adempiuto al proprio dovere di cura.

Con questo spirito, l'Associazione Culturale Pediatri rivolge il presente appello alle Istituzioni della Repubblica italiana affinché si adoperino con ogni strumento diplomatico e istituzionale per la tutela del Dott. Hussam Abu Safiya e degli altri operatori sanitari detenuti, nel pieno rispetto del diritto internazionale umanitario e dei principi universali che regolano la professione medica.

Il Presidente nazionale e il Consiglio Direttivo
dell'Associazione Culturale Pediatri (ACP)

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