Durante le campagne di prevenzione dell’infezione da virus respiratorio sinciziale (VRS) con nirsevimab nelle stagioni epidemiche 2024-2025 e 2025-2026, è stato somministrato un questionario anonimo e volontario ai genitori di neonati e lattanti eleggibili alla profilassi. L’obiettivo era valutare l’accettazione della somministrazione del nirsevimab e i fattori associati alla decisione genitoriale. Sono stati raccolti 302 questionari; la risposta sull’accettazione era disponibile in 293 casi. Complessivamente, 269 genitori (91,8%) dichiaravano di accettare la somministrazione, 21 (7,2%) erano indecisi e 3 (1%) rifiutavano. Non sono emerse differenze statisticamente significative, tra le due stagioni, negli item esplorati dal questionario. L’accettazione è stata maggiore nei genitori consapevoli dei rischi insiti nell’infezione da VRS e minore in presenza di una moderata o alta preoccupazione di possibili effetti collaterali dell’immunoprofilassi. Il gruppo più esposto all’esitazione era rappresentato dai genitori con bassa percezione del rischio da VRS e con contemporanea preoccupazione per la sicurezza del farmaco. I risultati suggeriscono un counselling centrato sulla gravità potenziale del VRS, sulle preoccupazioni dei genitori riguardo la sicurezza dell’intervento e sulla corretta comprensione della natura del nirsevimab come anticorpo monoclonale.
During the nirsevimab immunoprophylaxis campaigns against respiratory syncytial virus (RSV) infection conducted over the 2024–2025 and 2025–2026 epidemic seasons, an anonymous and voluntary questionnaire was administered to parents of newborns and infants eligible for prophylaxis. The aim was to assess acceptance of nirsevimab administration and the factors associated with parental decision-making. A total of 302 questionnaires were collected; acceptance data were available for 293 cases. Overall, 269 parents (91.8%) reported accepting administration, 21 (7.2%) were undecided, and 3 (1.0%) declined. No statistically significant differences were observed between the two seasons across the items explored by the questionnaire. Acceptance was higher among parents who were aware of the risks associated with RSV infection and lower in the presence of moderate-to-high concern about potential adverse effects of immunoprophylaxis. The subgroup most susceptible to hesitancy comprised parents with low risk perception regarding RSV combined with concurrent concerns about the safety profile of the drug. The findings support a counselling approach centred on the potential severity of RSV disease, parental safety concerns regarding the intervention, and accurate understanding of the nature of nirsevimab as a monoclonal antibody.