Anno. 2026, Volume. 33, N. 1, Pag. am.1

L’OMS aggiorna le raccomandazioni sul trattamento di seconda linea dell’asma acuto

Enrico Valletta
U.O. Pediatria, Ospedale G.B. Morgagni – L. Pierantoni AUSL Romagna, Forlì

L’ articolo esamina le nuove raccomandazioni dell’ OMS sul trattamento dell’ asma acuto pediatrico refrattario alle terapie standard, valutando l’ efficacia e la sicurezza dei trattamenti parenterali di seconda linea: magnesio solfato endovenoso (ev), beta-2 agonisti (SABA) ev e aminofillina ev. Il magnesio solfato emerge come l’intervento più promettente e sicuro, essendo efficace nel ridurre le ospedalizzazioni e la necessità di ventilazione non invasiva, senza riportare eventi avversi gravi. I SABA ev rappresentano una possibile alternativa per ridurre la durata del ricovero, ma richiedono cautela per potenziali rischi cardiovascolari, come tachicardia e aritmie. L’ aminofillina, pur avendo un ruolo storico, appare oggi marginale a causa della mancanza di benefici consistenti e di un profilo di sicurezza sfavorevole caratterizzato da nausea e vomito. Nel loro complesso, gli studi delineano una gerarchia clinica che pone il magnesio come prima scelta, auspicando tuttavia nuovi studi multicentrici per migliorare la qualità delle prove attualmente disponibili.

WHO updates recommendations on second-line treatment for acute asthma
This article examines the new WHO recommendations for the treatment of acute pediatric asthma refractory to standard therapies, evaluating the efficacy and safety of second-line parenteral treatments: intravenous (IV) magnesium sulfate, IV beta-2 agonists (SABAs), and IV aminophylline. Magnesium sulfate emerges as the most promising and safe intervention, effectively reducing hospitalizations and the need for noninvasive ventilation, with no serious adverse events. IV SABAs represent a possible alternative for reducing length of hospital stay, but require caution due to potential cardiovascular risks, such as tachycardia and arrhythmias. Aminophylline, despite its historical role, currently appears marginal due to its lack of consistent benefits and an unfavorable safety profile characterized by nausea and vomiting. Overall, the studies outline a clinical hierarchy that places magnesium as the first choice, while further multicenter studies are recommended to improve the quality of the currently available evidence.


Pagine El. di Qacp - 2026; 33(1)

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