CS: SIP E ACP PRESENTANO “OLTRE LO SGUARDO”, LA GUIDA PER UNA PEDIATRIA PIÙ INCLUSIVA E ATTENTA ALLE DIFFERENZE
- Ieri 2026 alle 08:30:00
Uno strumento per accompagnare bambini e adolescenti (e le loro famiglie) con identità di genere e orientamento sessuale minoritario (LGBTQIA+)
Roma, 11.06.2026 – Bambini e adolescenti con identità di genere e orientamenti sessuali minoritari (LGBTQIA+) ancora oggi spesso sperimentano stigma, incomprensioni e discriminazioni che possono incidere profondamente sul benessere psicologico, sull’autostima e sulla fiducia nei confronti degli adulti e dei contesti di cura, compreso quello sanitario. È da questa consapevolezza che nasce “Oltre lo sguardo”, la prima guida pediatrica italiana realizzata da SIP (Società Italiana di Pediatria) e ACP (Associazione Culturale Pediatri) dedicata ai temi dell’identità di genere, dell’orientamento affettivo e sessuale e dell’accoglienza delle differenze nei percorsi di cura pediatrici.
Il documento, presentato all’81° Congresso Italiano di Pediatria, offre ai pediatri - ma anche a genitori, insegnanti ed educatori – strumenti scientifici, culturali e relazionali per accompagnare bambini, adolescenti e famiglie nella complessità delle esperienze legate all’identità, all’affettività e alle nuove configurazioni familiari.
Il documento sarà diffuso sui media ACP e presentato al 38° Congresso dell’Associazione Culturale Pediatri: “Uno sguardo allargato alla salute delle bambine e dei bambini": a Roma presso l’ Istituto Superiore di Sanità (5-6 Novembre).
La letteratura evidenzia che questi ragazzi, quando non accolti o sostenuti nei contesti familiari e sociali, possono presentare una maggiore vulnerabilità sul piano psicologico, con aumento del rischio di sofferenza emotiva, isolamento, comportamenti a rischio e atti di autolesionismo. Al contrario, il supporto familiare, scolastico e sociale rappresenta un importante fattore di protezione per il benessere e lo sviluppo armonico della persona.
Una pediatria che cambia insieme alla società
La guida parte dalla consapevolezza che il ruolo del pediatra oggi non si esaurisce nella sola presa in carico clinica, ma comprende sempre più l’accompagnamento delle famiglie nei cambiamenti sociali, culturali e relazionali che attraversano l’infanzia e l’adolescenza.
“Il pediatra, grazie al rapporto continuativo con il bambino e con la sua famiglia, è il primo punto di ascolto”, spiegano i Presidenti SIP e ACP Rino Agostiniani e Stefania Manetti nella prefazione della guida. «Creare spazi di ascolto sicuro in ambulatorio, intercettare fattori di rischio, facilitare il supporto sociale vuol dire partecipare a un processo di cambiamento che parte dal senso di responsabilità di ognuno. Le persone con identità di genere e orientamenti sessuali minoritari non sono casi clinici: sono bambini e adolescenti che vivono e crescono nonostante contesti sociali complessi e a volte ostili, dando il loro contributo a una società più inclusiva e migliore per tutti”.
I numeri di un cambiamento già presente nella quotidianità
Secondo la letteratura scientifica internazionale, fino al 10% degli adolescenti vive esperienze legate all’identità di genere o all’orientamento affettivo e sessuale differenti dall’atteso della società. Uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics stima che i giovani che non si riconoscono nel genere assegnato alla nascita possano rappresentare fino al 10% della popolazione adolescenziale.
In Italia le più rilevazioni Ipsos più recenti indicano che il 9% delle persone nel nostro Paese si identifica come LGBT+.
Più difficile stimare con precisione il numero dei bambini che crescono in famiglie omogenitoriali. Le poche ricerche disponibili parlano di oltre 100mila minori con almeno un genitore omosessuale, ma gli stessi autori sottolineano come si tratti probabilmente di una stima per difetto, anche a causa della mancanza di rilevazioni sistematiche aggiornate.
Nonostante una crescente accettazione sociale dell’omosessualità, persistono ancora stigma, discriminazioni e forme di violenza che coinvolgono direttamente giovani e adolescenti. Secondo il report 2024 di Gay Help Line, il coming out in famiglia ha determinato una risposta violenta nel 32,3% dei casi seguiti dal servizio; nel 27% dei casi le vittime erano minori tra gli 11 e i 18 anni.
Non solo scienza: il peso delle parole nella relazione di cura
“Oltre lo sguardo” intende offrire ai professionisti della salute non soltanto informazioni scientifiche e indicazioni operative, ma anche strumenti relazionali utili a costruire un’alleanza di fiducia con bambini, adolescenti e genitori: dalla check list dell’ambulatorio accogliente alle storie familiari sino ai libri consigliati per bambini, adolescenti e adulti.
Particolare attenzione viene dedicata al valore del linguaggio: le parole possono diventare uno strumento di accoglienza e tutela oppure, al contrario, generare distanza, disagio e sofferenza. Utilizzare termini corretti, rispettosi e non giudicanti rappresenta oggi una parte essenziale della qualità della cura.
La guida invita a evitare stereotipi, etichette e definizioni stigmatizzanti, ricordando come anche espressioni considerate “banali” o pronunciate con leggerezza possano lasciare un segno, soprattutto durante l’adolescenza. Espressioni come “È solo una fase”, “Sei troppo piccolo per saperlo” o “Vedrai che ti passa”, sottolinea il documento, rischiano infatti di trasmettere svalutazione o senso di inadeguatezza proprio in una fase della crescita in cui ascolto e fiducia diventano fondamentali.
La guida nasce dalla convinzione che il benessere psicologico e relazionale dei più giovani passi anche attraverso la qualità dell’accoglienza nei contesti sanitari e la capacità degli adulti di offrire ascolto senza giudizio.
Per scaricare la guida inquadra il QRcode o fai click sull'immagine.

Il documento, presentato all’81° Congresso Italiano di Pediatria, offre ai pediatri - ma anche a genitori, insegnanti ed educatori – strumenti scientifici, culturali e relazionali per accompagnare bambini, adolescenti e famiglie nella complessità delle esperienze legate all’identità, all’affettività e alle nuove configurazioni familiari.
Il documento sarà diffuso sui media ACP e presentato al 38° Congresso dell’Associazione Culturale Pediatri: “Uno sguardo allargato alla salute delle bambine e dei bambini": a Roma presso l’ Istituto Superiore di Sanità (5-6 Novembre).
La letteratura evidenzia che questi ragazzi, quando non accolti o sostenuti nei contesti familiari e sociali, possono presentare una maggiore vulnerabilità sul piano psicologico, con aumento del rischio di sofferenza emotiva, isolamento, comportamenti a rischio e atti di autolesionismo. Al contrario, il supporto familiare, scolastico e sociale rappresenta un importante fattore di protezione per il benessere e lo sviluppo armonico della persona.
Una pediatria che cambia insieme alla società
La guida parte dalla consapevolezza che il ruolo del pediatra oggi non si esaurisce nella sola presa in carico clinica, ma comprende sempre più l’accompagnamento delle famiglie nei cambiamenti sociali, culturali e relazionali che attraversano l’infanzia e l’adolescenza.
“Il pediatra, grazie al rapporto continuativo con il bambino e con la sua famiglia, è il primo punto di ascolto”, spiegano i Presidenti SIP e ACP Rino Agostiniani e Stefania Manetti nella prefazione della guida. «Creare spazi di ascolto sicuro in ambulatorio, intercettare fattori di rischio, facilitare il supporto sociale vuol dire partecipare a un processo di cambiamento che parte dal senso di responsabilità di ognuno. Le persone con identità di genere e orientamenti sessuali minoritari non sono casi clinici: sono bambini e adolescenti che vivono e crescono nonostante contesti sociali complessi e a volte ostili, dando il loro contributo a una società più inclusiva e migliore per tutti”.
I numeri di un cambiamento già presente nella quotidianità
Secondo la letteratura scientifica internazionale, fino al 10% degli adolescenti vive esperienze legate all’identità di genere o all’orientamento affettivo e sessuale differenti dall’atteso della società. Uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics stima che i giovani che non si riconoscono nel genere assegnato alla nascita possano rappresentare fino al 10% della popolazione adolescenziale.
In Italia le più rilevazioni Ipsos più recenti indicano che il 9% delle persone nel nostro Paese si identifica come LGBT+.
Più difficile stimare con precisione il numero dei bambini che crescono in famiglie omogenitoriali. Le poche ricerche disponibili parlano di oltre 100mila minori con almeno un genitore omosessuale, ma gli stessi autori sottolineano come si tratti probabilmente di una stima per difetto, anche a causa della mancanza di rilevazioni sistematiche aggiornate.
Nonostante una crescente accettazione sociale dell’omosessualità, persistono ancora stigma, discriminazioni e forme di violenza che coinvolgono direttamente giovani e adolescenti. Secondo il report 2024 di Gay Help Line, il coming out in famiglia ha determinato una risposta violenta nel 32,3% dei casi seguiti dal servizio; nel 27% dei casi le vittime erano minori tra gli 11 e i 18 anni.
Non solo scienza: il peso delle parole nella relazione di cura
“Oltre lo sguardo” intende offrire ai professionisti della salute non soltanto informazioni scientifiche e indicazioni operative, ma anche strumenti relazionali utili a costruire un’alleanza di fiducia con bambini, adolescenti e genitori: dalla check list dell’ambulatorio accogliente alle storie familiari sino ai libri consigliati per bambini, adolescenti e adulti.
Particolare attenzione viene dedicata al valore del linguaggio: le parole possono diventare uno strumento di accoglienza e tutela oppure, al contrario, generare distanza, disagio e sofferenza. Utilizzare termini corretti, rispettosi e non giudicanti rappresenta oggi una parte essenziale della qualità della cura.
La guida invita a evitare stereotipi, etichette e definizioni stigmatizzanti, ricordando come anche espressioni considerate “banali” o pronunciate con leggerezza possano lasciare un segno, soprattutto durante l’adolescenza. Espressioni come “È solo una fase”, “Sei troppo piccolo per saperlo” o “Vedrai che ti passa”, sottolinea il documento, rischiano infatti di trasmettere svalutazione o senso di inadeguatezza proprio in una fase della crescita in cui ascolto e fiducia diventano fondamentali.
La guida nasce dalla convinzione che il benessere psicologico e relazionale dei più giovani passi anche attraverso la qualità dell’accoglienza nei contesti sanitari e la capacità degli adulti di offrire ascolto senza giudizio.
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