La crisi climatica e ambientale costituisce un determinante emergente e trasversale di salute pubblica, con impatti documentati sullo sviluppo fisico, cognitivo e psicosociale dell’età evolutiva. Il General Comment n. 26 (2023) del Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia riconosce per la prima volta il diritto dei bambini a un ambiente sano e sostenibile, ponendo l’accento sulla necessità di garantire accesso all’informazione e alla partecipazione. In tale contesto, il pediatra può essere promotore di salute ecologica, integrando la dimensione ambientale nei percorsi educativi e preventivi. Il contributo analizza l’iniziativa “Noi siamo la Natura”, progetto territoriale ispirato alla metodologia photovoice, che coinvolge bambini e adolescenti in pratiche di osservazione, narrazione e proposta sul rapporto con la natura. L’esperienza suggerisce un possibile cambio di paradigma in pediatria: riconoscere il minore come soggetto attivo nella co-costruzione della salute, con implicazioni operative per la promozione di benessere, cittadinanza ecologica e giustizia intergenerazionale.
The climate crisis is an emerging and cross-cutting public health determinant, with well-documented effects on children’s physical, cognitive, and psychosocial development. General Comment No. 26 (2023) of the UN Committee on the Rights of the Child formally recognises, for the first time, the right of every child to live in a healthy and sustainable environment, emphasising the need to ensure access to information, participation, and environmental justice. Within this framework, paediatricians can act as promoters of ecological health by incorporating environmental awareness into educational and preventive practices. This paper presents the local initiative “Noi siamo la natura”, a participatory project in which children explore their relationship with nature using the photovoice methodology. The experience points to a potential paradigm shift in paediatrics: recognising children as active agents in the co-construction of health, with practical implications for advancing wellbeing, ecological citizenship, and intergenerational justice.