Obiettivo di questo studio è stato caratterizzare la sovradiagnosi di allergia alle proteine del latte vaccino (APLV) e identificarne i fattori di rischio individuali in una popolazione costituita da 1.394 bambini nati in Inghilterra tra il 2014 e il 2016, con anamnesi familiare positiva per malattie atopiche inclusi nello studio BEEP (Barrier Enhancement for Eczema Protection). Nel corso dello studio BEEP 214 bambini erano stati sottoposti a valutazione formale per allergia al latte (prick test o test di scatenamento) all'età di 12 e 24 mesi per riferita reazione ad alimenti contenenti proteine del latte vaccino e/o prescrizione di formula speciale ipoallergenica. Lo studio in oggetto, con l’ analisi retrospettiva delle cartelle cliniche di assistenza primaria e dei registri, collegati ai codici individuali dei partecipanti al BEEP, relativi a utilizzo di formula speciale ipoallergenica, auto-iniettore junior di adrenalina e farmaci anti-reflusso, ha individuato e descritto i casi di sovradiagnosi. L’ analisi ha evidenziato come solo 19/214 (corrispondente all’ 1.4% del totale) hanno avuto conferma diagnostica di APLV (18 presentavano una forma IgE-mediata, 1 una forma non IgE-mediata). L’ incidenza alla sovradiagnosi di APLV era stimata pari al 16.1% per i bambini con una reazione al LV riportata dai genitori, all’11.3% con una diagnosi estratta dai registri in ambito di cure primarie e all’ 8.7% per aver ricevuto una prescrizione di formula ipoallergenica. I sintomi principalmente attribuiti all’ ipersensibilità alle proteine del latte vaccino nei pazienti che non hanno poi ricevuto conferma diagnostica erano principalmente di tipo gastrointestinale, (58%, 72/124 casi). Il rischio di sovradiagnosi dell’ APLV è quindi frequente in età pediatrica. I fattori di rischio includono l’ ampio utilizzo delle formule ipoallergeniche da parte dei medici di cure primarie e l’utilizzo di terapia antibiotica in gravidanza.
Let's not call it an allergy: prevalence and risk factors for overdiagnosis of cow's milk protein allergy, an English cohort study
The aim of this study was to characterize the overdiagnosis of cow's milk protein allergy (CMPA) and identify individual risk factors in a population of 1,394 children born in England between 2014 and 2016 with a positive family history of atopic diseases included in the Barrier Enhancement for Eczema Protection (BEEP) study. During the BEEP study, 214 children underwent formal assessment for milk allergy (skin prick or challenge testing) at 12 and 24 months of age for a reported reaction to foods containing cow's milk protein and/or prescription of special hypoallergenic formula. The study in question, through the retrospective analysis of primary care medical records and registers, linked to the individual codes of BEEP participants, relating to the use of a special hypoallergenic formula, junior adrenaline auto-injector, and anti-reflux medications, identified and described cases of overdiagnosis. The analysis showed that only 19/214 (corresponding to 1.4% of the total) had a confirmed diagnosis of CMA (18 had an IgE-mediated form, 1 a non-IgE-mediated form). The incidence of overdiagnosis of CMA was estimated at 16.1% for children with a parent-reported reaction to LV, 11.3% for a diagnosis extracted from primary care records, and 8.7% for those prescribed hypoallergenic formula. The symptoms primarily attributed to cow's milk protein hypersensitivity in patients who subsequently did not receive a confirmed diagnosis were primarily gastrointestinal (58%, 72/124 cases). The risk of overdiagnosis of CMA is therefore common in pediatric age. Risk factors include the widespread use of hypoallergenic formula by primary care physicians and the use of antibiotic therapy during pregnancy.