Anno. 2025, Volume. 32, N. 4, Pag. am.1

La dimissione protetta del bambino con complessità assistenziali. La ricerca del meglio, ma il meglio cos’è?

Martina Fornaro, Enrico Valletta
Martina Fornaro1, Enrico Valletta2 - 1. UOC Pediatria e Neonatologia, AST Macerata, Macerata 2. UOC Pediatria, AUSL Romagna, Forlì

La dimissione protetta di un bambino con patologia ad elevata complessità assistenziale è un passaggio critico di un percorso di cura e presa in carico che, iniziato in ospedale deve prolungarsi a domicilio in condizioni di sicurezza e sostenibilità per la famiglia e per i servizi socio-sanitari ai quali sarà affidato. È necessario mantenere una visione olistica e multidisciplinare che tenga conto delle esigenze cliniche del bambino e, allo stesso tempo, delle opinioni della famiglia riguardo a cosa sia “il meglio” per lui e per l’intero nucleo familiare. L’ articolo affronta in maniera narrativa un caso emblematico attorno al quale si sviluppano importanti considerazioni, non esclusivamente tecniche, ma soprattutto etiche e culturali, in un complesso tentativo di valorizzare le risorse dei caregivers e del contesto sociale che li sostiene e di raggiungere, al contempo, un ragionevole livello di sicurezza in ambito domiciliare al momento della dimissione dall’ ospedale.


The protected discharge of children with complex care needs. The search for the best, but what is the best?
Effecting a safe and protected hospital discharge for a child with a complex medical condition is a pivotal step in a continuum of care. This transition from the inpatient setting to the home must be structured to ensure the long-term safety and sustainability of care for the family and the social and health services involved. A holistic, multidisciplinary framework is therefore indispensable. Such an approach necessitates a balanced consideration of the child’s specific clinical requirements alongside a careful integration of the family’s values and informed opinions regarding the most appropriate course of action for the child and their household. The article presents a case study using a narrative methodology. This approach serves as a vehicle for developing key considerations that extend beyond purely technical aspects to encompass profound ethical and cultural dimensions. The central challenge lies in the complex attempt to both empower caregivers and leverage their social support structures, all while establishing a robust and reasonable level of safety for the patient’s home environment following their discharge from a hospital setting.


Pagine El. di Qacp - 2025; 32(4)

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