Anno. 2025, Volume. 32, N. 5, Pag. am.1

Dolore da crisi vaso occlusive non complicate nel bambino con drepanocitosi: maggiore aderenza alle linee guida = meno ricoveri

Giuseppe Pagano
Pediatra, Terapia Intensiva Pediatrica Ospedale Borgo Trento di Verona

La drepanocitosi è una emoglobinopatia che coinvolge 100.000 persone negli Stati Uniti. Fra i fattori che contribuiscono a influenzare la qualità di vita dei bambini affetti da questa patologia vi sono le crisi vasocclusive dolorose che spesso li portano, per l’ intensità del dolore, ad accedere presso il pronto soccorso pediatrico o generale. Spesso queste crisi dolorose sono motivo di accesso in PS in assenza di altri fattori come la chest syndrome o i sequestri splenici, quelle che vengono definite dagli autori dell’articolo come dolore da drepanocitosi “non complicata”. Di per sé per le sue caratteristiche questo tipo di dolore, proprio per la sua intensità e la scarsa risposta ad analgesici di primo livello a domicilio, viene già in triage etichettato come codice giallo quindi come una condizione da trattare con urgenza. Le linee guida internazionali [1-2] raccomandano in questi bambini il trattamento tempestivo del dolore entro 60 minuti dall’ ingresso in pronto soccorso con una re-dose in caso di bisogno entro 30-60 minuti dalla dose di attacco in base alla linea guida considerata. Nonostante queste raccomandazioni tuttavia l’aderenza a queste indicazioni continua ad essere non ottimale principalmente per i timori dei professionisti legati all’ uso di oppioidi in età pediatrica soprattutto per la paura degli effetti collaterali (depressione respiratoria, ipotensione ecc). Un fattore da non sottovalutare è inoltre il rischio di oligoanalgesia legato spesso alla non valutazione adeguata del dolore e alla somministrazione di trattamenti analgesici non appropriati all’ intensità e alla tipologia di dolore presentato dal bambino che accede in particolare in pronto soccorso generale [3].


Pain from uncomplicated vaso-occlusive crises in children with sickle cell disease: greater adherence to guidelines = fewer hospitalizations
Sickle cell disease is a hemoglobin disorder that affects 100,000 people in the United States. Among the factors that contribute to influencing the quality of life of children affected by this disease are painful vaso-occlusive crisis, which often lead them to seek treatment at pediatric or general emergency rooms due to the intensity of the pain. These painful crises which the authors of the article refer to as “uncomplicated” sickle cell pain. Are often the reason for visiting the ER in the absence of other factors, such as chest syndrome or splenic sequestration, Due to its characteristics, this type of pain, due to its intensity and poor response to first-line analgesics at home, is already labeled as a “yellow code” in triage. International guidelines [1-2] recommend prompt treatment of pain in these children, within 60 minutes from admission to the emergency department. The recommendation considers a repeat dose, if necessary, within 30-60 minutes of the initial dose. Despite these recommendations, however, adherence to these guidelines continues to be suboptimal, mainly due to professionals’ concerns about the use of opioids in children, especially the fear of side effects (respiratory depression, hypotension, etc.). Another factor that should not be underestimated is the risk of oligoanalgesia, often linked to inadequate pain assessment and the inappropriate administration of analgesic treatments for the intensity and type of pain presented by children who attend the general emergency room [3].


Pagine El. di Qacp - 2025; 32(5)

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