CS. L’ACP ESPRIME PROFONDA PREOCCUPAZIONE NEI CONFRONTI DEL DDL VALDITARA, CHE ESTENDE IL DIVIETO DI SVOLGERE EDUCAZIONE SESSUO-AFFETTIVA ANCHE ALLA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO
- 31 Ott 2025 alle 18:34:52
Pisa 31/10/2025. Come pediatre e pediatri impegnate/i al fianco delle famiglie esprimiamo la nostra profonda preoccupazione nei confronti del DDL Valditara, che estende il divieto di svolgere educazione sessuo-affettiva anche alla scuola secondaria di primo grado.
Per crescere persone adulte sane e consapevoli dei propri diritti, doveri e responsabilità, non si può prescindere dall’investire risorse nell’educazione delle persone bambine e adolescenti. L’educazione sessuo-affettiva, alle relazioni ed al consenso è fondamentale per lo sviluppo psicofisico e sociale sin dalla prima infanzia, come riportato da OMS, Convenzione di Istanbul e Convenzione dei diritti per l'infanzia e l'adolescenza, e per raggiungere obiettivi di salute e benessere, quali la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse, le gravidanze indesiderate, il raggiungimento di una vita sessuale e sentimentale libera da stereotipi e basata sul consenso e sul rispetto reciproco. Educare all’uguaglianza di genere e all’inclusività significa prevenire l’intolleranza verso le minoranze, contrastare la violenza di genere e l’omolesbobitransfobia, significa offrire alle persone bambine e adolescenti gli strumenti per riconoscere e accettare il proprio corpo e la propria identità di genere, senza sentirsi obbligati a conformarsi a modelli imposti o stereotipi socio-culturali spesso rigidi, binari ed escludenti. Un'educazione realmente inclusiva aiuta a prevenire il disagio e la sofferenza che possono derivare dalla mancata rappresentazione e riconoscimento, promuovendo invece benessere, rispetto e autodeterminazione.
La scuola deve restare uno spazio sicuro in cui le persone minori possano accedere a informazioni corrette, libere da pregiudizi. Le istituzioni scolastiche e le famiglie, nell' ambito delle rispettive competenze e prerogative, devono collaborare alla costruzione di un ambiente educativo che permetta alle persone minori di acquisire una visione aperta ed accogliente, anche in relazione alla sessualità e all' affettività. Non affrontare all'interno scuola temi come la sessualità e il consenso può condurre le persone minori a cercare altrove come affrontare i cambiamenti del corpo, le relazioni ed i sentimenti. Il rischio concreto è quello di favorire la crescita di una generazione che continua a mercificare il corpo delle donne, mantenere la cultura tossica del possesso ed impedire la costruzione delle basi portanti della parità di genere.
Vietare l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole rappresenta una grave violazione dei principi di libertà di insegnamento sanciti dalla nostra Costituzione.
Come Associazione Culturale Pediatri ci facciamo garanti dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e ribadiamo con fermezza il nostro dissenso nei confronti di un disegno di legge che mette a rischio la libertà ed il diritto delle persone di ricevere un’educazione laica, inclusiva e rispettosa delle differenze.
Per crescere persone adulte sane e consapevoli dei propri diritti, doveri e responsabilità, non si può prescindere dall’investire risorse nell’educazione delle persone bambine e adolescenti. L’educazione sessuo-affettiva, alle relazioni ed al consenso è fondamentale per lo sviluppo psicofisico e sociale sin dalla prima infanzia, come riportato da OMS, Convenzione di Istanbul e Convenzione dei diritti per l'infanzia e l'adolescenza, e per raggiungere obiettivi di salute e benessere, quali la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse, le gravidanze indesiderate, il raggiungimento di una vita sessuale e sentimentale libera da stereotipi e basata sul consenso e sul rispetto reciproco. Educare all’uguaglianza di genere e all’inclusività significa prevenire l’intolleranza verso le minoranze, contrastare la violenza di genere e l’omolesbobitransfobia, significa offrire alle persone bambine e adolescenti gli strumenti per riconoscere e accettare il proprio corpo e la propria identità di genere, senza sentirsi obbligati a conformarsi a modelli imposti o stereotipi socio-culturali spesso rigidi, binari ed escludenti. Un'educazione realmente inclusiva aiuta a prevenire il disagio e la sofferenza che possono derivare dalla mancata rappresentazione e riconoscimento, promuovendo invece benessere, rispetto e autodeterminazione.
La scuola deve restare uno spazio sicuro in cui le persone minori possano accedere a informazioni corrette, libere da pregiudizi. Le istituzioni scolastiche e le famiglie, nell' ambito delle rispettive competenze e prerogative, devono collaborare alla costruzione di un ambiente educativo che permetta alle persone minori di acquisire una visione aperta ed accogliente, anche in relazione alla sessualità e all' affettività. Non affrontare all'interno scuola temi come la sessualità e il consenso può condurre le persone minori a cercare altrove come affrontare i cambiamenti del corpo, le relazioni ed i sentimenti. Il rischio concreto è quello di favorire la crescita di una generazione che continua a mercificare il corpo delle donne, mantenere la cultura tossica del possesso ed impedire la costruzione delle basi portanti della parità di genere.
Vietare l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole rappresenta una grave violazione dei principi di libertà di insegnamento sanciti dalla nostra Costituzione.
Come Associazione Culturale Pediatri ci facciamo garanti dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e ribadiamo con fermezza il nostro dissenso nei confronti di un disegno di legge che mette a rischio la libertà ed il diritto delle persone di ricevere un’educazione laica, inclusiva e rispettosa delle differenze.
ACP – Associazione Culturale Pediatri - è una libera associazione che raccoglie 1.400 pediatri in 35 gruppi locali, finalizzata allo sviluppo della cultura pediatrica e alla promozione della salute del bambino. Svolge attività di formazione, ricerca, informazione dell’educazione sanitaria, definizione di protocolli diagnostico - terapeutici e valutazione della qualità delle cure. Supporta programmi di cooperazione internazionale. Siamo una associazione rigorosamente no profit. La libera partecipazione dei pediatri, soci e non soci, alle sue iniziative è subordinata alle sole coperture delle spese; non vengono elargiti compensi né benefit per le attività interne.

