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Studio NASCITA del Mario Negri: in Italia nascere al Sud taglia a metà i vantaggi in salute

  • 21 Nov 2023 alle 10:11:56
Studio NASCITA del Mario Negri: in Italia nascere al Sud taglia a metà i vantaggi in salute. Si legge poco ai bambini piccoli (solo il 30% ne trae vantaggio) e si eccede nell’esposizione agli schermi

Emerge dal vasto studio anticipato al 35° Congresso ACP. Bene l’astensione da fumo e alcool in gravidanza in tutta la penisola. Ancora male l’allattamento al seno e la profilassi con acido folico.

NAPOLI, 21/11/2023 - “A parità di altri fattori, come ad esempio le condizioni socio-culturali della famiglia, nascere al sud Italia dimezza le possibilità di essere esposti a quelle buone pratiche che possono prevenire il rischio di malattie, e/o disturbi del neurosviluppo, e stimolare la crescita”, lo ha detto Antonio Clavenna medico e ricercatore all’Istituto Mario Negri IRCCS di Milano, anticipando numerose conclusioni dello studio NASCITA (NAscere e creSCere in ITAlia), durante il 35° Congresso Nazionale dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP), “Il pediatra del futuro”, da poco chiuso a Napoli. 

Lo studio – in via di pubblicazione, ma già consultabile qui - rappresenta la prima e finora unica iniziativa multi-osservazionale e rappresentativa della realtà italiana sullo stato di salute dei bambini, sia per il vasto campione analizzato (oltre 5mila bambini), sia per aver preso in esame tutti i contesti geografici e le specifiche condizioni sanitarie e per aver coinvolto direttamente i pediatri di famiglia. “I primi anni di vita comportano uno sviluppo fisico, motorio, cognitivo e relazionale estremamente rapido, che influenza gran parte dello stato di salute e di benessere della vita futura. La “nurturing care” è ciò che garantisce un buono stato di salute, un’alimentazione adeguata, un atteggiamento genitoriale “responsivo”, protezione e sicurezza, ma anche opportunità di apprendimento precoce: questo studio ha analizzato tutto questo, per la prima volta in Italia, per capire a che punto siamo e dove e perché siamo più carenti”, aggiunge Stefania Manetti, presidente ACP.

Lo studio, durato quasi 5 anni, si è da poco concluso, e i primi dati, finora elaborati, riguardano prevalentemente l’età 0-2 anni.


I dati
Per quanto concerne i parti cesarei, questi si attestano intorno al 25% del totale a Nord, per sfiorare il 35% al Centro e toccare il 40% al Sud. Se la pratica del contatto pelle a pelle è diffusa oltre l’80% al Nord, e praticamente identica al Centro, al Sud è limitata ancora a un 60% delle nascite.

In generale, in tutta Italia, non cedono al fumo e all’alcol una percentuale vicina al 90% delle donne gravide, ma solo poco più del 40% legge a voce alta durante la gravidanza. Strano ma vero, la percentuale scende ulteriormente dopo la nascita: solo poco più del 30% dei bimbi piccoli viene stimolato in questo modo dalla voce dei genitori. Nemmeno la metà delle donne italiane incinte assume l’appropriata quantità di acido folico, e solo il 36% delle future mamme si vaccina contro la pertosse. La posizione supina per i neonati è agevolata da quasi il 90% della popolazione, ma l’allattamento esclusivo al seno per almeno 6 mesi resta un’utopia nel nostro Paese: ne gode solo il 28% dei nuovi nati. Tra le altre buone pratiche, segnaliamo che trascorrere del tempo ogni giorno all’aria aperta è una abitudine che non raggiunge il 70% dei bimbi nel primo anno di vita, mentre l’assenza si esposizione agli schermi è realtà solo nel 40% dei casi.  “Solo per l'astensione da fumo e alcol in gravidanza e per la posizione supina del neonato la percentuale di adesioni è molto elevata – spiega Clavenna. Per allattamento esclusivo ai 6 mesi, profilassi con acido folico, vaccinazione antipertosse in gravidanza e lettura ad alta voce, l'adesione riguarda ancora meno di 4 famiglie su 10”. Tra le variabili che impattano sulle buone pratiche, sottolineiamo il basso livello educativo che riduce l'adesione a 12 delle 15 pratiche. Infine, guardando all'adesione complessiva, le variabili con l'impatto più rilevante sono: risiedere al Sud, basso livello educativo, disoccupazione, cittadinanza straniera. Il basso livello educativo riduce di 2/3 la probabilità di far proprio un numero ampio di buone pratiche genitoriali”, conclude il ricercatore.

Nel dettaglio, come anticipato, la variabile geografica incide sull’adesione alle buone pratiche raccomandate per i bambini 0/3 anni con un’adesione che al Sud si ferma al 49% rispetto al Nord, l’età della mamma (sopra i 35 anni si concentrano le migliori pratiche), il suo livello di istruzione (tra i bassi livelli, solo il 30% aderisce alle buone pratiche), la sua occupazione (le mamme disoccupate aderiscono al 60%) e il contesto di residenza (rurale o urbano, a deciso favore del secondo), ma anche la cittadinanza italiana e l’eventualità di essere una madre sigle.

nascitanapoli.png (898 KB)

Lo studio

L’obiettivo dello studio NASCITA era costituire una miniera (database) di informazioni sullo stato di salute nel tempo, sin dalla nascita, di molti bambini, al fine di poter monitorare, con un approccio osservazionale prospettico, lo sviluppo fisico/cognitivo/psicologico, lo stato di salute e benessere di una coorte di nuovi nati nel corso dei primi 6 anni di età e di valutare i potenziali fattori che possono influenzarli.

Partito nell’aprile 2019, lo studio ha coinvolto una coorte di 5.054 nuovi nati con le loro famiglie, in 23 cluster geografici rappresentativi della realtà italiana (nord/centro/sud, urbano/rurale, montagna/pianura/mare, metropoli), con il supporto di 139 pediatri di famiglia che hanno preso nota dei dati rilevanti nel corso delle 6 visite dei bilanci di salute previste nei primi 3 anni di vita e durante tutti i contatti tra il pediatra e il bambino/la famiglia.
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