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Covid, nei bambini i sintomi variano con l'età. Più raffreddori sotto ai 3 anni, mal di testa sopra i 3

  • 27 Ott 2021 alle 11:19:33

Di Elena Dusi, da Repubblica

I sintomi del Covid variano in base all'età del bambino. La tosse è meno importante di quel che si pensasse. E se sotto i tre anni segno più comune è il raffreddore - e la febbre alta è meno comune - sopra i 3 anni è il mal di testa il campanello d'allarme. Le malattie croniche non sembrano influenzare la possibilità di avere una diagnosi positiva mentre l'andamento dei contagi nei bambini varia molto in base alla regione e a contagiare sono più frequentemente i famigliari. Sono i risultati di uno studio osservazionale - appena pubblicato sulla rivista scientifica Quaderni Acp - presentato e discusso nel corso del 33° Congresso Nazionale dell'Associazione culturale pediatri (Acp), appena concluso.
Alla ricerca hanno partecipato 34 pediatri di famiglia che hanno seguito 1.947 bambini con una distribuzione regionale concentrata in alcune aree: Veneto (10 pediatri, 10.283 bambini), Lombardia (8, 7.390), Piemonte (6, 5.967), Sicilia (4, 3.675). Le altre regioni coinvolte sono state Campania (2 pediatri, 1.827 bambini), Friuli, Puglia, Emilia-Romagna e Lazio (1 pediatra per Regione con rispettivamente 1.108, 1.050, 990 e 889 bambini). L'incidenza complessiva dei casi di malattia nella popolazione seguita è stata di 3,8 casi ogni mille bambini in un mese, con differenze significative tra le regioni italiane. L'Emilia Romagna e Veneto sono le regioni più colpite. "Queste differenze sono verosimilmente legate alla diversa gestione della malattia nelle varie regioni, con conseguente diversa possibilità di confermare la diagnosi nei casi sospetti", ha spiegato Giacomo Toffol, pediatra Acp e coordinatore dello studio, al quale hanno lavorato tra gli altri anche i pediatri e ricercatori Laura Reali e Roberto Buzzetti.
"La febbre maggiore di 38° - si legge nello studio - era presente nel 38,4% dei casi. Frequenti i sintomi respiratori come rinite (37,2%), tosse (23,6%), faringodinia (12,2%), tachipnea e/o dispnea (3%), dolore toracico (1,5%), congiuntivite (2,7%), dolore oculare (2,4%). Frequente anche la sintomatologia aspecifica legata al coinvolgimento complessivo dell’organismo con cefalea (25,7%), astenia (19%), mialgia (9,8%), artralgia (5,2%). Discretamente rappresentati erano i sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale con diarrea (8,7%), vomito (3%), dolore addominale (6,4%). Più rari gli altri sintomi di tipo neurologico con ageusia (4,6%) e anosmia (2,4%), e di tipo dermatologico con rash (2,7%), acrocianosi (1%), eritema pernio-like (0,2%), lesioni ulcerative delle estremità (0,2%), cheilite (0,7%). Solo 7 bambini, pari all’ 1,5 % degli arruolati, hanno necessitato di ricovero ospedaliero". I dati che appaiono negli istogrammi pubblicati in alto non si riferiscono a tutti i sintomi del Covid riferiti nei bambini, ma solo a quelli di esordio, cioè i primi comparsi.
I pediatri confermano che, in generale, il decorso della malattia nell'età pediatrica si conferma significativamente meno grave rispetto alle età più avanzate, con un basso numero di ricoveri e una mortalità bassissima. Ma mentre l'andamento dei casi di Covid-19 pediatrico che hanno necessitato di ricovero ospedaliero è stata ampiamente descritta da numerosi studi italiani e internazionali, minori sono le informazioni relative al molto più grande numero di casi pediatrici meno gravi, che non necessitano di ospedalizzazione. Ancora non esaustive sono inoltre le informazioni sulla contagiosità del virus Sars-Cov2 in questa fascia d'età e sul il ruolo che giocano i bambini e gli adolescenti nella trasmissione di questo virus.
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