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Covid-19: la paura delle varianti spinge verso le mascherine chirurgiche. Ma con quali vantaggi?

  • 03 Feb 2021 alle 19:48:58

Le mascherine di comunità ci proteggono meno?

Germania, Francia e Austria hanno messo al bando le mascherine di comunità, quelle lavabili per intenderci, sull'onda dei timori delle varianti covid-19  in circolazione: più contagiose, forse più rischiose, e forse addirittura capaci di indebolire l’efficacia dei tanto bramati vaccini, prima ancora che ci siano arrivati. Eppure nulla è cambiato a livello scientifico: “Le mascherine lavabili sono adeguate alla protezione in setting non sanitari, come sottolineato da OMS e verificato da numerosi studi, e possono essere pulite a casa lavandole opportunamente, e dunque il loro utilizzo è gestibile istruendo adeguatamente le famiglie”, ribadisce ad oggi Elena Uga dell’Associazione Culturale Pediatri (ACP). 

Anche a scuola “non ci sono prove a sostegno dell’uso delle chirurgiche, mentre sono disponibili chiare prove sulla maggiore efficacia di qualsiasi tipo di mascherina in condizioni di corretto utilizzo”, spiegano gli autori.

Come infatti spiega l’OMS alla voce Quali mascherine dovrebbero indossare i bambini? “I bambini in generale buona salute possono indossare una maschera non medica o in tessuto”, confermata ad oggi. E confermata anche nel verbale della riunione del CTS nazionale del 31 agosto 2020 “Misure di prevenzione e raccomandazioni per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado per la ripresa dell’anno scolastico 2020/21”, dove si consiglia l’utilizzo di “mascherine chirurgiche o di comunità” in ambito scolastico. L’uso della mascherina chirurgica è indicato solo per i soggetti fragili o a maggior rischio di ammalarsi gravemente di COVID-19 (bimbi affetti da fibrosi cistica, cancro, immunosoppressione).

L'uso di “mascherine di comunità” è anche supportato da un documento del prestigioso Center for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta dell’8 aprile 2020 “Utilizzo di maschere facciali nella comunità – Riduzione della trasmissione di COVID-19 da persone potenzialmente asintomatiche o pre-sintomatiche attraverso l’uso di maschere facciali”. Altri studi dello stesso centro ribadiscono successivamente gli stessi risultati. Non risulta quindi che le agenzie regolatorie e scientifiche consiglino l‘utilizzo esclusivo di mascherine chirurgiche per i bambini a scuola, e tantomeno all’aria aperta, come conferma anche il sito del Miur, da più parti.

Anche dalla consultazione delle FAQ aggiornate alla fine dello scorso dicembre, pubblicate sul sito del Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, si spiega che, sebbene l’obbligo di indossare la mascherina valga in qualsiasi circostanza, tanto al chiuso quanto  all’aperto, non  sussiste  un  divieto  assoluto all’uso di mascherine di altro tipo,  tra  cui  quelle  cosiddette  “di  comunità”.

"Ci sono prove di efficacia dell’utilizzo delle mascherine chirurgiche, ma sono relative all’uso nei setting sanitari, come gli ospedali, dove sono chiare le corrette modalità di utilizzo. La mascherina chirurgica va cambiata ogni 4 ore, ad esempio, non va mai toccata con le mani se non dagli elastici, non va mai appoggiata su superfici potenzialmente contaminate e va correttamente smaltita come rifiuto sanitario. Sono condizioni complesse da rispettare, tantopiù in un ambiente scolastico in cui ai bambini e ai ragazzi viene chiesto di metterla e toglierla più volte nel corso della giornata, ad esempio per pranzare. Le mascherine chirurgiche in realtà non sono più sicure tout court, la maggiore sicurezza è strettamente legata al loro corretto utilizzo”, conclude Uga.

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