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Bambini, gli spazi verdi migliorano lo sviluppo cognitivo

  • 07 Lug 2020 alle 09:00:44

Il 50% della popolazione mondiale vive in città, dove però lo spazio pubblico è occupato soprattutto dalle auto

Elena Uga, Giacomo Toffol
Pediatri per Un Mondo Possibile (PUMP)

Il numero di persone che vive nelle città è in continuo aumento, a livello mondiale si stima che oltre il 50% della popolazione viva in ambiente urbano. Questo spostamento dalle campagne alle città, unitamente alle caratteristiche strutturali degli spazi urbani, ha comportato sicuramente molti vantaggi da un punto di vista sia sociale che economico, ma verosimilmente anche dei disagi. lo spazio urbano, occupato per lo più dalle automobili, è dedicato principalmente alle esigenze di cittadini adulti sani e lavoratori. Attualmente circa l’80% degli spazi pubblici delle città italiane è destinato a carreggiate e parcheggi e lo spazio utile per pedoni e ciclisti è estremamente limitato. la mancanza di spazi verdi viene sempre più spesso associata a possibili danni alla salute (ad esempio l’aumento di allergie e di malattie respiratorie può essere in parte correlato alla vita in città). Oggi inoltre sempre più studiosi hanno notato come una scarsa frequentazione di spazi verdi e ambienti naturali possa essere un fattore di rischio anche per disturbi mentali e malattie psichiatriche, soprattutto nei ragazzi.
Studi epidemiologici hanno messo in evidenza come i problemi mentali siano molto più frequenti in chi vive in aree urbane rispetto agli abitanti delle zone rurali. Esistono dimostrazioni di questo per i disturbi dell’umore, per i disturbi ansiosi ed anche per la schizofrenia, i cui tassi di prevalenza sono fino al 56% maggiori nelle aree a maggior urbanizzazione.
All’ interno delle zone urbane gli ambienti che possono ridurre questi rischi sono risultati gli spazi verdi, alberati o meno. Diversi sono gli studi che hanno indagato queste correlazioni anche nelle età di maggior plasticità cerebrale, l’infanzia e l’adolescenza, valutando sia le funzioni cerebrali sia, in minor numero, la stessa morfologia cerebrale. Ricordiamo solo uno studio basato su moderne tecniche di neuroimmagine che hanno misurato il volume della materia grigia di alcune regioni cerebrali, quali la corteccia prefrontale e premotoria, implicate nella memoria di lavoro e nei meccanismi di mantenimento dell’attenzione dimostrando che Il volume di queste strutture cerebrali risulta maggiore nei bambini che vivono in prossimità di aree verdi.
E’ del resto facile immaginare come l’ambiente naturale possa favorire positivamente la salute mentale attraverso la riduzione dello stress, l’aumento dell’attività fisica, la riduzione dell’esposizione a inquinanti che possono alterare lo sviluppo cerebrale, le funzioni immunitarie e lo sviluppo cognitivo e quindi come la mancanza di ambienti verdi possa essere nociva; spesso gli adolescenti che vivono in città non hanno occasione di frequentare aree verdi perché troppo distanti da casa o perché non ne sono invogliati dallo stile di vita cittadino e questo può ricadere negativamente sulla loro salute mentale. Alcuni ricercatori hanno recentemente effettuato una revisione degli articoli presenti nella letteratura scientifica su come i diversi ambienti naturali possano influenzare la salute mentale globale dei bambini ed adolescenti e la maggior parte degli studi analizzati ha evidenziato che la presenza di spazi verdi influenza positivamente il benessere mentale. Pur con la difficoltà di misurare in maniera efficace l’esposizione all’ambiente naturale (questi studi tendenzialmente si basano sulla misura della distanza tra le abitazioni e gli spazi verdi, dando per scontato che chi ha del verde vicino a casa lo frequenti più spesso, anche se non sempre questo è vero…) questa revisione ha comunque evidenziato come la frequentazione con l’ambiente naturale abbia genericamente un impatto positivo sulla salute mentale.
Un ulteriore recente studio effettuato in Danimarca che ha preso in considerazione una popolazione molto grande per un lungo periodo ha evidenziato come la maggior presenza di aree verdi nella zona di residenza sia associata con un minor rischio di sviluppo di disturbi psichiatrici in adolescenza e in età adulta. A nostra conoscenza pochi sono gli studi che hanno valutato l’effettivo utilizzo degli spazi verdi da parte dei bambini e degli adolescenti, e questi pochi sono stati effettuati in contesti che potrebbero differire da quello italiano. I dati noti tuttavia evidenziano come la frequentazione da parte degli adolescenti che vivono in città degli spazi non sia intensa e soprattutto sia limitata a poche occasioni settimanali. Ciò farebbe supporre che anche solo la presenza degli spazi verdi, indipendentemente dalla loro frequentazione costante, sia in grado di migliorare gli esiti di salute mentale, probabilmente anche per il loro effetto sull’inquinamento atmosferico ed acustico degli ambienti di vita dei bambini e degli adolescenti. Questi dati devono far riflettere le amministrazioni sulla necessità di ampliare la presenza di spazi verdi nelle città come obiettivo di salute e noi genitori e famiglie sul fatto che sia indispensabile far uscire all’aperto i nostri bambini il più possibile per farli crescere più sani e sereni

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