Come Iscriversi Link Utili Login Registrati
  • L'ACP
    • Chi siamo
    • Come Iscriversi
    • Statuto
    • Il codice
    • L'Organigramma
    • Sezioni Regionali
    • Gruppi di lavoro
    • Bilancio trasparente
    • Affiliazioni
    • Protocolli d'intesa e collaborazioni
    • Richieste di Patrocinio
  • Editoria
    • Editoria
    • Quaderni ACP
    • Pagine Elettroniche di Qacp
    • Libri
    • Appunti di viaggio
  • Formazione
    • Appuntamenti
    • A colpo d'occhio
    • Organizzazione eventi online
  • Stampa
    • Comunicati Stampa
    • ACP sulla Stampa
  • Per le Famiglie
    • Leggi sul sito
    • Seguici su FB
  • Contattaci
  • L'ACP
    • Chi siamo
    • Come Iscriversi
    • Statuto
    • Il codice
    • L'Organigramma
    • Sezioni Regionali
    • Gruppi di lavoro
    • Bilancio trasparente
    • Affiliazioni
    • Protocolli d'intesa e collaborazioni
    • Richieste di Patrocinio
  • Editoria
    • Editoria
    • Quaderni ACP
    • Pagine Elettroniche di Qacp
    • Libri
    • Appunti di viaggio
  • Formazione
    • Appuntamenti
    • A colpo d'occhio
    • Organizzazione eventi online
  • Stampa
    • Comunicati Stampa
    • ACP sulla Stampa
  • Per le Famiglie
    • Leggi sul sito
    • Seguici su FB
  • Contattaci






Benzodiazepine: potrebbero aumentare il rischio di polmonite

  • 21 Gen 2019 alle 17:33:46
Una revisione sistematica e metanalisi, condotta da un gruppo di ricercatori cinesi, evidenzia un’associazione tra uso di benzodiazepine e aumentato rischio di polmonite, in particolare tra gli utilizzatori attivi (+ 40%) e per le molecole short-acting. Responsabili di questo effetto indesiderato potrebbero gli effetti immunomodulanti e sedativi delle benzodiazepine. Gli autori suggeriscono dunque un uso oculato di questi farmaci, soprattutto in presenza di altri fattori di rischio di polmonite e un attento monitoraggio dei pazienti soprattutto nel primo mese di trattamento.
09 GEN - [Quotidianosanita.it] Un lavoro appena pubblicato su International Journal of Geriatric Psichiatry suggerisce che le benzodiazepine e i farmaci ad esse correlati potrebbero aumentare il rischio di polmonite. l’analisi ha preso in considerazione tutti gli studi osservazionali che confrontavano la comparsa di polmoniti tra i pazienti in trattamento con benzodiazepine rispetto a quelli non in terapia. La metanalisi ha compreso 10 studi (6 caso-controllo e 4 di coorte) su un totale di oltre 120 mila casi di polmonite. L’aumento del rischio di sviluppare una polmonite in seguito all’assunzione delle benzodiazepine è quantificabile intorno al 25% e riguarda solo gli utilizzatori attivi (rischio maggiorato del 40%) e quelli che da poco hanno fatto uso di questi farmaci, ma non chi ne ha fatto uso in passato (OR: 1.11). ulteriori analisi di sottogruppo hanno evidenziato un consistente aumento del rischio (+ 206%) negli utilizzatori correnti delle benzodiazepine short-acting. Gli studi preclinici hanno evidenziato che alcune benzodiazepine sono in grado di alterare la risposta alle infezioni nei topi, soprattutto attraverso l’inibizione del reclutamento dei macrofagi, della fagocitosi e delle ‘esplosioni ossidative’ di macrofagi e neutrofili. L’effetto sedativo (più pronunciato all’inizio del trattamento ) può inoltre aumentare il rischio di aspirazione. Gli autori della metanalisi, Guo-quing Sun e colleghi del Dipartimento di Psichiatria, The Seventh Hospital di Hangzhou (Cina) concludono dunque che l’impiego delle benzodiazepine si associa con un aumentato rischio di polmonite; i medici dovrebbero dunque valutare rischi e benefici di queste terapie, prescriverle solo in caso di effettivo bisogno, soprattutto nei soggetti con altri fattori di rischio per polmonite, e monitorare attentamente i pazienti soprattutto nel primo mese di terapia. Le benzodiazepine sono comunemente utilizzate per il trattamento di diverse condizioni, dalla depressione, all’ansia, all’insonnia, agli attacchi di panico. In alcuni Paesi, la prevalenza di utilizzo di benzodiazepine tra gli anziani arriva al 40%, ma il loro impiego è tutt’altro che privo di rischi. In passato è stato già segnalato come l’uso di questi farmaci si associ ad un aumentato rischio di cadute, di fratture, di alterazioni cognitive, di demenza e di disturbi comportamentali. Ma finora non era emerso con chiarezza un possibile aumento del rischio di polmonite che, soprattutto tra gli over 65 è una delle principali cause di morbilità e mortalità. I risultati di questa metanalisi comunque, suggeriscono gli autori, andranno confermati da ulteriori studi su vasta scala, specificamente disegnati per rispondere a questo quesito. Maria Rita Montebelli 09 gennaio 2019 © Riproduzione riservata
  • Facebook
  • Twitter

Ultimi contenuti

Live webinar ACP: ”I disturbi d'ansia in età pediatrica"
17, Apr 2026
Giornate Nazionali di prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso
18, Mar 2026
Live webinar ACP: "Il bambino che zoppica in ambulatorio: dal sintomo alla diagnosi"
18, Mar 2026
Live webinar ACP: “Neurochirurgia pratica per il pediatra”
14, Mar 2026
Dona il tuo 5x1000 all'ACP
13, Mar 2026
Live webinar SIP/ACP: "Una dieta sana e sostenibile per il clima e non solo"
20, Feb 2026
LIVE WEBINAR ACP: “GIANBURRASCA ERA UN ADHD?”. 29 gennaio (19.00-20.00)
19, Jan 2026
LIVE WEBINAR ACP: “ORL PEDIATRICA FACILE E DIFFICILE”
23, Dec 2025
L'ACP è stata costituita a Milano il 5 settembre 1974. E' una libera associazione che raccoglie 1.400 pediatri in 33 gruppi locali, finalizzata allo sviluppo della cultura pediatrica ed alla promozione della salute del bambino. La composizione dell'ACP ricalca quella dei pediatri italiani con una prevalenza dei pediatri di famiglia (circa 65%) ed il resto di pediatri ospedalieri, universitari e di comunità. I gruppi locali svolgono inoltre sia autonomamente che in collaborazione con l'ACP nazionale, attività di formazione, ricerca, informazione dell'educazione sanitaria, definizione di protocolli diagnostico-terapeutici e valutazione della qualità delle cure e supporto a programmi di cooperazione internazionale L’ACP ha un codice etico di comportamento che investe sia i singoli pediatri che l’Associazione stessa. Svolge attività editoriale, di formazione e di ricerca, rigorosamente no profit. La libera partecipazione dei pediatri, soci e non soci, alle sue iniziative è subordinata alle sole coperture delle spese; non vengono elargiti compensi né benefit per le attività interne. Il suo modo di porsi come Associazione di fronte ai problemi della società, della cultura, della ricerca e della professione è quello di una assoluta libertà di critica di fronte a uomini ed istituzioni.
Via Filippo Garavetti 12
07100 Sassari
Menù
  • Chi siamo
  • Come Iscriversi
  • Editoria
  • Comunicati Stampa
  • Contattaci
  • Richieste di Patrocinio
  • Sezioni Regionali
  • Privacy
  • Annunci di lavoro
  • Quaderni ACP
  • Pagine Elettroniche
  • Libri
  • FAD ACP
ACP © 2026 - P.IVA: 00696410950