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Testamento biologico. Slow Medicine: “Si approvi subito il disegno di legge, un segno di civiltà atteso da tantissime persone”

  • 23 Nov 2017 alle 12:16:07
“A tutte le forze politiche, alle autorità dello stato e soprattutto ai parlamentari affinché approvino, senza ulteriori indugi, il disegno di legge sul testamento biologico (Disposizioni Anticipate di Trattamento), che oltre ad essere un segno di civiltà è atteso da tantissime persone, molte delle quali in stato di grave sofferenza fisica e psichica”. Comincia così l’appello lanciato in occasione del IV Congresso Nazionale di Slow Medicine, che già all’inizio di quest’anno aveva chiesto un intervento immediato delle istituzioni. L’APPELLO.   13 NOV [Quotidiano Sanità] - Hanno affrontato insieme il tema delle cure e delle scelte di fine vita, lo hanno fatto in occasione del 4° congresso nazionale di Slow Medicine, al termine del quale tutti i soci hanno deciso di raccogliere un appello unanime: “approvare il disegno di legge sul testamento biologico, Disposizioni Anticipate di Trattamento”. All’incontro, che si svolto a Torino lo scorso 11 novembre, era presente anche Mina Welby, presidente dell’Associazione Luca Coscioni. “Il disegno di legge – si legge nell’appello - dopo l’approvazione da parte della Camera dei Deputati, a causa dell’ostruzionismo di alcune forze politiche, è stato fermo per quasi sei mesi in Commissione Igiene e Sanità, ed ora è di nuovo bloccato in Senato in attesa del voto parlamentare. Sarebbe davvero una grande sconfitta se non venisse approvato in questa legislatura”. Per Slow Medicine, con l’approvazione di questo disegno di legge, ogni persona potrebbe godere del “diritto di essere informata sulle proprie condizioni di salute e di essere affiancata nel percorso decisionale”. Ancora si affermerebbe “il diritto, garantito dalla Costituzione, di accettare, rifiutare o interrompere qualsiasi trattamento sanitario, compresi gli ausili di sostegno vitale”. In ultimo, ogni individuo, spiega Slow Medicine avrebbe “la possibilità per ogni persona di redigere le proprie disposizioni anticipate di trattamento (testamento biologico) con valore vincolante per i professionisti sanitari”. “Dopo i casi Englaro, Welby, Fabiano, Nuvoli e migliaia di altri meno noti, ma altrettanto degni di considerazione, non è più ammissibile – hanno concluso i soci di Slow Medicine - che i cittadini italiani siano costretti a subire un’intollerabile intrusione nell’espressione più intima dei valori e dei sentimenti che contraddistinguono la persona e che ciascuno di noi non sia libero di decidere in modo autonomo e consapevole il comportamento da assumere nei confronti degli avvenimenti che precedono la propria morte”. 13 novembre 2017 © Riproduzione riservata
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