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Ortopedici, in Italia solo 11 ospedali a misura di bambino

  • 19 Nov 2016 alle 12:13:48
Sono pochissime le strutture attrezzate in grado di gestire i traumi dei bambini, anche se proprio tali traumi sono la principale causa di morte nei minori di 15 anni. A richiamare l'attenzione su tale criticità sono gli ortopedici, in occasione del Congresso della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (Siot).  

Poche strutture per traumi bimbi; più gestione emergenze via web

5 nov. [ANSA] In Italia sono pochi gli ospedali 'a totale misura di bambino': il 90% dei nosocomi con reparti di ortopedia per adulti, ad esempio, tratta anche la traumatologia pediatrica, poichè sono pochissime le strutture attrezzate in grado di gestire i traumi dei bambini, anche se proprio tali traumi sono la principale causa di morte nei minori di 15 anni. In totale, sono attive circa 20 strutture ospedaliere o universitarie dotate di unità di Ortopedia e Traumatologia pediatrica e sono 11 gli Ospedali Infantili su tutto il territorio nazionale. A richiamare l'attenzione su tale criticità sono gli ortopedici, in occasione del Congresso della Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia (Siot) appena conclusosi a Torino. E proprio dagli specialisti della Siot arriva un appello: "A fronte di tali carenze, è necessario investire nel settore dell'emergenza e della gestione del trauma via web, specialmente in alcune regioni, al fine di affrontare in maniera adeguata casi complicati che necessitano interventi urgenti". Varie, avvertono gli ortopedici, le criticità che andrebbero affrontate nell'immediato: "Al fine di ridurre ricoveri inappropriati - sottolinea Carlo Origo, presidente della Società Italiana di Traumatologia e Ortopedia Pediatrica (Sitop) - è necessaria una valutazione congiunta da parte degli specialisti e l'adeguatezza dei percorsi assistenziali per i piccoli pazienti. Ciò rende necessario stabilire delle regole per gli invii da un centro all'altro, predisponendo servizi di consulenza nelle sedi periferiche, attraverso l'eventuale mobilità degli specialisti o, più in sincronia con i tempi, via web e minimizzando la mobilità dei piccoli pazienti e delle loro famiglie". Il fatto, denuncia Giuseppe Sessa, neo presidente della Siot, è che "non esiste una reale politica sanitaria sulla medicina specialistica pediatrica ospedaliera. Sono ben definiti i punti nascita, le pediatrie ospedaliere e la pediatria territoriale, ma la strutturazione dell'assistenza specialistica non è altrettanto contemplata. Sembrerebbe che per il legislatore - afferma - le necessità sanitarie del bambino si limitino a quella di nascere e di trovare un pediatra". Infatti, rileva, "gli ospedali pediatrici in Italia sono pochi, pochissimi quelli con tutte le specialità e non tutte le regioni ne sono dotate. Da ciò consegue un'organizzazione che varia a seconda delle disponibilità di ciascuna regione. Non vi è - prosegue - una cultura diffusa relativamente alla specificità delle condizioni pediatriche. Va detto invece che i trattamenti sono diversi da quelli dell'adulto e anche fratture all'apparenza banali rischiano di essere trattate inadeguatamente, se non misconosciute, da chi si occupa prevalentemente di adulti e anziani". Da qui la proposta di costituire equipe di ortopedici dedicate e pronte ad intervenire anche a distanza via web. A patto però, conclude Origo, di "svincolarne i componenti dalla turnistica dell'ospedale di residenza, anche se questo aprirebbe un ulteriore fronte data la cronica carenza di personale medico che si riscontra nella maggior parte degli ospedali italiani". RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
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