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Chi deciderà chi vive e chi muore? Le elezioni presidenziali negli USA

  • 25 Ott 2016 alle 12:53:16
di Stefania Manetti Le elezioni USA sono all’orizzonte e nel frattempo stiamo assistendo a una battaglia ideologica tra una parte della popolazione con un forte potenziale conservatore, I “Trumpisti”,un altra parte intenzionata a continuare il processo progressista portato avanti da Obama, gli “Hilaristi”, e una porzione, che sarà più o meno grande, di coloro che, seduti sulla riva del fiume, saranno in attesa degli eventi. Mentre la battaglia imperversa e I duellanti affinano le spade durante I “combattimenti televisivi”, per l’assistenza sanitaria statunitense il prossimo futuro porterà o verso tempi migliori dei precedenti o notevolmente peggiori. “L’elezione del 2008 non ha portato la trasformazione che gli entusiasti di Obama si aspettavano. E non ha distrutto il potere di interessi consolidati: Wall Street, il complesso medico-industriale e la lobby dei carburanti fossili sono ancora lì ed usano il loro denaro per comprare influenze. Ma sono stati, in qualche modo, rintuzzati. E questo ha reso la vita degli Americani migliore e più sicura”. P. Krugman. Krugman (premio Nobel per l’economia) in un recente editoriale comparso sul New York Times sottolinea come il gradimento per Obama, che negli ultimi mesi del 2015 non superava il 50%, abbia subito un incremento notevole nel 2016 grazie principalmente alla riforma sanitaria fortemente voluta dal presidente, e conosciuta come Obamacare, e alla politica economica che ha assicurato più di 10 milioni di posti di lavoro con un tasso di disoccupazione sotto il 5%. Krugman conclude il suo editoriale evidenziando come l’elezione di Obama non ha portato a una rivoluzione, attesa forse dai più progressisti, ma ha prodotto dei cambiamenti, forse non radicali, ma sensibili. Gli statunitensi spendono individualmente di più in salute mentre la loro aspettativa di vita si trova in fondo rispetto agli altri paesi a loro paragonabili. L’innovazione in campo medico è anch’essa in crisi, la salute è sul precipizio di una crisi profonda e gli esiti di questa elezione saranno fondamentali. Nell’ultimo dibattito televisivo che, quasi fino alla fine, è stato uno scontro più che un dibattito, in tema di riforma sanitaria, alla domanda dal pubblico se la riforma sanitaria sarà davvero accessibile a tutti Clinton risponde dicendo di voler migliorare la “Obamacare” che presenta dei costi elevati, ma che ha comunque allargato la copertura sanitaria a venti milioni di cittadini. Trump a questo replica che la “Obamacare” è stato un vero disastro, da abrogare perchè costosa e non permette alle società delle assicurazioni di entrare in competizione e, di conseguenza, abbassare I costi con una “sana e bella competizione”. In una recente intervista fatta a Trump riguardo le sue ripetute affermazioni sulla associazione tra autismo e vaccini, al giornalista che sottolineava come il neo eletto presidente USA sarà il responsabile del CDC (center for disease control)e del NIH (Sistema sanitario nazionale), entrambi istutuzioni che hanno ribadito la falsità di tale associazione, Trump risponde che: “poichè siamo di fronte a una epidemia di autismo, meglio piccole dosi di vaccini spalmate in un lungo periodo di tempo”. Chi deciderà chi vive e chi muore?
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