Come Iscriversi Link Utili Login Registrati
  • L'ACP
    • Chi siamo
    • Come Iscriversi
    • Statuto
    • Il codice
    • L'Organigramma
    • Sezioni Regionali
    • Gruppi di lavoro
    • Bilancio trasparente
    • Affiliazioni
    • Protocolli d'intesa e collaborazioni
    • Richieste di Patrocinio
  • Editoria
    • Editoria
    • Quaderni ACP
    • Pagine Elettroniche di Qacp
    • Libri
    • Appunti di viaggio
  • Formazione
    • Appuntamenti
    • A colpo d'occhio
    • Organizzazione eventi online
  • Stampa
    • Comunicati Stampa
    • ACP sulla Stampa
  • Per le Famiglie
    • Leggi sul sito
    • Seguici su FB
  • Contattaci
  • L'ACP
    • Chi siamo
    • Come Iscriversi
    • Statuto
    • Il codice
    • L'Organigramma
    • Sezioni Regionali
    • Gruppi di lavoro
    • Bilancio trasparente
    • Affiliazioni
    • Protocolli d'intesa e collaborazioni
    • Richieste di Patrocinio
  • Editoria
    • Editoria
    • Quaderni ACP
    • Pagine Elettroniche di Qacp
    • Libri
    • Appunti di viaggio
  • Formazione
    • Appuntamenti
    • A colpo d'occhio
    • Organizzazione eventi online
  • Stampa
    • Comunicati Stampa
    • ACP sulla Stampa
  • Per le Famiglie
    • Leggi sul sito
    • Seguici su FB
  • Contattaci






Preoccupa la crescente resistenza agli antibiotici: in Italia infezioni sopra la media

  • 05 Mag 2016 alle 11:48:58
E’ risaputo che le resistenze microbiche stiano sempre un passo avanti la ricerca farmacologica ma una preoccupante fotografia della realtà nel nostro paese ci viene fornita dal report Ecdc del 2014 sullo studio delle antibiotico resistenze a livello europeo, che mostra come: l'Italia è fra i primi paesi in Europa per il volume di antibiotici usati nell'uomo, ed è di gran lunga al primo posto per quanto riguarda l'uso di antibiotici in agricoltura e negli allevamenti; in Italia l'antibiotico resistenza è tra le più elevate in Europa ed è quasi sempre al di sopra della media europea e che le resistenze sono più alte al Centro e al Sud rispetto al Nord Italia, strettamente in relazione con il maggior consumo umano di antibiotici registrato in queste aree geografiche. di Paolo Grossi (docente Malattie infettive, Università dell'Insubria e direttore Malattie Infettive e Tropicali Ospedale Circolo di Varese)
  18 apr. [Il Sole24ore Sanità] Fin dal loro primo apparire gli antimicrobici e più specificatamente gli antibiotici e gli antifungini, sono stati salutati come l'arma definitiva contro i microorganismi e le malattie che ad essi erano direttamente imputabili. Purtroppo tale ottimistica previsione venne rapidamente smentita perché cancellata dalle cosiddette resistenze microbiche, ovvero quel meccanismo, o meglio quei meccanismi, che in special modo i batteri, ma non solo loro, sono in grado di attivare e che rendono le molecole antimicrobiche sostanzialmente prive di azione. Per questa ragione le patologie infettive, lungi dall'essere state debellate, continuano a rappresentare una priorità per la sanità pubblica, in particolare in ambito ospedaliero. Le infezioni ospedaliere rappresentano infatti la complicanza più frequente e grave dell'assistenza sanitaria. Anche se in Italia non esiste un sistema di sorveglianza stabile, sono stati condotti numerosi studi multicentrici di prevalenza. Sulla base di questi e delle indicazioni della letteratura, si può stimare che in Italia il 5-8% dei pazienti ricoverati contrae un'infezione ospedaliera. Infezioni in crescita: Italia paese a rischio Ogni anno, quindi, si verificano in Italia 450-700 mila infezioni in pazienti ricoverati in ospedale (soprattutto infezioni urinarie, seguite da infezioni della ferita chirurgica, polmoniti e sepsi). Di queste, si stima che circa il 30% siano potenzialmente prevenibili (135-210 mila) e che siano direttamente causa del decesso nell'1% dei casi (1350-2100 decessi prevenibili in un anno). Ad aggravare il quadro contribuiscono sia le già citate resistenze microbiche, che stanno sempre un passo avanti la ricerca farmacologica, sia le condizioni di alcune popolazioni di pazienti quali ad esempio gli immunodepressi e gli anziani politrattati. Un'esauriente e preoccupante fotografia della realtà nel nostro paese ci viene fornita dal report Ecdc del 2014 sullo studio delle antibiotico resistenze a livello europeo, che mostra come: • l'Italia è fra i primi paesi in Europa per il volume di antibiotici usati nell'uomo, ed è di gran lunga al primo posto per quanto riguarda l'uso di antibiotici in agricoltura e negli allevamenti; • in Italia l'antibiotico resistenza è tra le più elevate in Europa ed è quasi sempre al di sopra della media europea; • nel quadriennio 2010-2013 nelle specie Gram-negative si è osservato un trend delle resistenze in aumento che riguarda: fluorochinoloni, cefalosporine di terza generazione e aminoglicosidi per E. coli e K. pneumoniae; piperacillina+tazobactam, ceftazidime, aminoglicosidi per P.aeruginosa; • drammatico è stato l'aumento della resistenza ai carbapenemici per K. pneumoniae (KPC): da meno dell'1% nel 2008 al 34% nel 2013; • i dati per i Gram-positivi sono stabili, ma elevati: 14% la resistenza alla penicillina e 25% ai macrolidi in S. pneumoniae; 36% la resistenza alla meticillina per S. aureus; • le resistenze sono più alte al Centro e al Sud rispetto al Nord Italia, strettamente in relazione con il maggior consumo umano di antibiotici registrato in queste aree geografiche. L'aumento della resistenza, la pressione esercitata per ridurre l'utilizzazione di antimicrobici, le condizioni di mercato poco incoraggianti, nonché la messa a punto sempre più difficile e costosa di nuovi antibiotici efficaci non hanno favorito gli investimenti in questo campo. Ne consegue che il numero di nuovi antibiotici in fase di sviluppo è esiguo. Lo sviluppo del commercio e dei viaggi attraverso il mondo favorisce la propagazione, tra paesi e continenti, della resistenza antimicrobica, che costituisce quindi un problema mondiale di sanità pubblica. Nasce quindi l'esigenza imprescindibile di avviare e sostenere adeguate strategie di prevenzione, di corretto utilizzo delle risorse farmacologiche inquadrate all'interno di percorsi terapeutici codificati e, infine, di costante monitoraggio del loro impiego e dell'andamento epidemiologico dei microorganismi e delle loro resistenze. La definizione di tali strategie, già avviate da tempo e con successo soprattutto nei riguardi delle infezioni sostenute da virus, nello specifico HIV e HCV, rappresenta il cuore della manifestazione che si svolge oggi a Milano e che vede la partecipazione di un'audience multidisciplinare e rappresentativa di tutti coloro che sui versanti clinico, amministrativo e normativo sono direttamente coinvolti con le infezioni ospedaliere e le urgenti problematiche ad esse connesse.
© RIPRODUZIONE RISERVATA  
  • Facebook
  • Twitter

Ultimi contenuti

Live webinar ACP: ”I disturbi d'ansia in età pediatrica"
17, Apr 2026
Giornate Nazionali di prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso
18, Mar 2026
Live webinar ACP: "Il bambino che zoppica in ambulatorio: dal sintomo alla diagnosi"
18, Mar 2026
Live webinar ACP: “Neurochirurgia pratica per il pediatra”
14, Mar 2026
Dona il tuo 5x1000 all'ACP
13, Mar 2026
Live webinar SIP/ACP: "Una dieta sana e sostenibile per il clima e non solo"
20, Feb 2026
LIVE WEBINAR ACP: “GIANBURRASCA ERA UN ADHD?”. 29 gennaio (19.00-20.00)
19, Jan 2026
LIVE WEBINAR ACP: “ORL PEDIATRICA FACILE E DIFFICILE”
23, Dec 2025
L'ACP è stata costituita a Milano il 5 settembre 1974. E' una libera associazione che raccoglie 1.400 pediatri in 33 gruppi locali, finalizzata allo sviluppo della cultura pediatrica ed alla promozione della salute del bambino. La composizione dell'ACP ricalca quella dei pediatri italiani con una prevalenza dei pediatri di famiglia (circa 65%) ed il resto di pediatri ospedalieri, universitari e di comunità. I gruppi locali svolgono inoltre sia autonomamente che in collaborazione con l'ACP nazionale, attività di formazione, ricerca, informazione dell'educazione sanitaria, definizione di protocolli diagnostico-terapeutici e valutazione della qualità delle cure e supporto a programmi di cooperazione internazionale L’ACP ha un codice etico di comportamento che investe sia i singoli pediatri che l’Associazione stessa. Svolge attività editoriale, di formazione e di ricerca, rigorosamente no profit. La libera partecipazione dei pediatri, soci e non soci, alle sue iniziative è subordinata alle sole coperture delle spese; non vengono elargiti compensi né benefit per le attività interne. Il suo modo di porsi come Associazione di fronte ai problemi della società, della cultura, della ricerca e della professione è quello di una assoluta libertà di critica di fronte a uomini ed istituzioni.
Via Filippo Garavetti 12
07100 Sassari
Menù
  • Chi siamo
  • Come Iscriversi
  • Editoria
  • Comunicati Stampa
  • Contattaci
  • Richieste di Patrocinio
  • Sezioni Regionali
  • Privacy
  • Annunci di lavoro
  • Quaderni ACP
  • Pagine Elettroniche
  • Libri
  • FAD ACP
ACP © 2026 - P.IVA: 00696410950