Come Iscriversi Link Utili Login Registrati
  • L'ACP
    • Chi siamo
    • Come Iscriversi
    • Statuto
    • Il codice
    • L'Organigramma
    • Sezioni Regionali
    • Gruppi di lavoro
    • Bilancio trasparente
    • Affiliazioni
    • Protocolli d'intesa e collaborazioni
    • Richieste di Patrocinio
  • Editoria
    • Editoria
    • Quaderni ACP
    • Pagine Elettroniche di Qacp
    • Libri
    • Appunti di viaggio
  • Formazione
    • Appuntamenti
    • A colpo d'occhio
    • Organizzazione eventi online
  • Stampa
    • Comunicati Stampa
    • ACP sulla Stampa
  • Per le Famiglie
    • Leggi sul sito
    • Seguici su FB
  • Contattaci
  • L'ACP
    • Chi siamo
    • Come Iscriversi
    • Statuto
    • Il codice
    • L'Organigramma
    • Sezioni Regionali
    • Gruppi di lavoro
    • Bilancio trasparente
    • Affiliazioni
    • Protocolli d'intesa e collaborazioni
    • Richieste di Patrocinio
  • Editoria
    • Editoria
    • Quaderni ACP
    • Pagine Elettroniche di Qacp
    • Libri
    • Appunti di viaggio
  • Formazione
    • Appuntamenti
    • A colpo d'occhio
    • Organizzazione eventi online
  • Stampa
    • Comunicati Stampa
    • ACP sulla Stampa
  • Per le Famiglie
    • Leggi sul sito
    • Seguici su FB
  • Contattaci






Dieta mediterranea. L’abbiamo inventata noi, ma ormai la segue solo un italiano su cinque

  • 16 Nov 2015 alle 12:51:48
Gli epidemiologi italiani sono unanimi nel ritenere che per l’emergenza delle malattie croniche e dell’obesità gli interventi di prevenzione messi in campo ad oggi non sono sufficienti, ma devono essere utilizzati strumenti normativi più efficaci, come ad esempio la tassazione delle bevande ad alto contenuto di zuccheri, regole che spingano l’industria a ridurre il contenuto di zucchero e di sale degli alimenti industriali, e regolamentazioni che cerchino di riallineare gli interessi dell’industria e dei cittadini con gli obiettivi di salute pubblica. Obiettivi realizzabili?   E così anche in Italia la cattiva alimentazione diventa tra le principali cause di morte e malattia. Secondo gli epidemiologi dell’Aie ben il 40% di tutto il carico di malattia degli italiani, cioè delle morti e malattie precoci, è infatti attribuibile all’alimentazione. 01 NOV [QuotidianoSanità]- Quale regime alimentare è preferibile per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e tumori? Quanti italiani seguono questo regime alimentare? Quali interventi preventivi potrebbero migliorare la dieta degli italiani? Stiamo facendo abbastanza? Questi i quesiti ai quali l’Associazione italiana di epidemiologia (Aie) ha cercato di dare risposta nei tre giorni (20-30 ottobre) del suo 39° Congresso nazionale appena concluso. Domande tornate fortemente alla ribalta dopo gli interrogativi sollevati dalla recente valutazione della IARC sul consumo di carne rossa e lavorata. E la risposta è stata univoca: la soluzione è la dieta mediterranea. Il problema è che, seppur nata in Italia, questa particolare tipologia di alimentazione in cui prevalgono alimenti di origine vegetale, prodotti a base di farine integrali o poco raffinate e in genere di alimenti poco lavorati, è seguita ormai da solo 1 italiano su cinque. E questo, secondo gli epidemiologi sta comportando il fatto che il 40% di tutto il carico di malattia degli italiani, cioè delle morti e malattie precoci, è attribuibile all’alimentazione. A una cattiva alimentazione. Una maggiore adesione alla dieta mediterranea, invece, con la riduzione dei consumi di alimenti di origine animale, in particolare di carni rosse e di alimenti ad elevata densità energetica, incluse le bevande zuccherate, sarebbe in grado di dimezzare il rischio di eventi cardiovascolari e di ridurre il rischio di tutti i tumori, in particolare di quelli del colon-retto. Tanto più, ricordano gli esperti dell’Aie, che i benefici della dieta mediterranea non si riscontrano solo nei soggetti sani. “Sapevamo già che la qualità di vita e la sopravvivenza migliorano nei portatori di malattie cardiovascolari che seguono questo regime alimentare – dicono gli epidemiologi -. Oggi esistono prove che ciò avvenga anche per i malati di tumore, per i quali si riduce il rischio di recidive e metastasi”. Gli interventi per migliorare la dieta degli italiani e renderla più simile a quella mediterranea sono quindi una priorità del sistema sanitario italiano secondo l’Aie. Ma non basta. Gli epidemiologi italiani sono infatti unanimi nel ritenere che per l’emergenza delle malattie croniche e dell’obesità gli interventi di prevenzione messi in campo ad oggi non sono sufficienti, ma devono essere utilizzati gli strumenti normativi più efficaci, come ad esempio la tassazione delle bevande ad alto contenuto di zuccheri, le normative che spingano l’industria a ridurre il contenuto di zucchero e di sale degli alimenti industriali, e le regolamentazioni che cerchino di riallineare gli interessi dell’industria e dei cittadini con gli obiettivi di salute pubblica. Al congresso sono state presentante anche le più recenti ricerche sulle attività di prevenzione: solo una piccola parte della popolazione italiana è stata recentemente bersaglio di attività di prevenzione per il miglioramento della dieta. Non più del 4% degli studenti ha ricevuto un intervento per promuovere una dieta corretta. 01 novembre 2015 © Riproduzione riservata [poll id="18"]
  • Facebook
  • Twitter

Ultimi contenuti

Live webinar ACP: ”I disturbi d'ansia in età pediatrica"
17, Apr 2026
Giornate Nazionali di prevenzione della Sindrome del Bambino Scosso
18, Mar 2026
Live webinar ACP: "Il bambino che zoppica in ambulatorio: dal sintomo alla diagnosi"
18, Mar 2026
Live webinar ACP: “Neurochirurgia pratica per il pediatra”
14, Mar 2026
Dona il tuo 5x1000 all'ACP
13, Mar 2026
Live webinar SIP/ACP: "Una dieta sana e sostenibile per il clima e non solo"
20, Feb 2026
LIVE WEBINAR ACP: “GIANBURRASCA ERA UN ADHD?”. 29 gennaio (19.00-20.00)
19, Jan 2026
LIVE WEBINAR ACP: “ORL PEDIATRICA FACILE E DIFFICILE”
23, Dec 2025
L'ACP è stata costituita a Milano il 5 settembre 1974. E' una libera associazione che raccoglie 1.400 pediatri in 33 gruppi locali, finalizzata allo sviluppo della cultura pediatrica ed alla promozione della salute del bambino. La composizione dell'ACP ricalca quella dei pediatri italiani con una prevalenza dei pediatri di famiglia (circa 65%) ed il resto di pediatri ospedalieri, universitari e di comunità. I gruppi locali svolgono inoltre sia autonomamente che in collaborazione con l'ACP nazionale, attività di formazione, ricerca, informazione dell'educazione sanitaria, definizione di protocolli diagnostico-terapeutici e valutazione della qualità delle cure e supporto a programmi di cooperazione internazionale L’ACP ha un codice etico di comportamento che investe sia i singoli pediatri che l’Associazione stessa. Svolge attività editoriale, di formazione e di ricerca, rigorosamente no profit. La libera partecipazione dei pediatri, soci e non soci, alle sue iniziative è subordinata alle sole coperture delle spese; non vengono elargiti compensi né benefit per le attività interne. Il suo modo di porsi come Associazione di fronte ai problemi della società, della cultura, della ricerca e della professione è quello di una assoluta libertà di critica di fronte a uomini ed istituzioni.
Via Filippo Garavetti 12
07100 Sassari
Menù
  • Chi siamo
  • Come Iscriversi
  • Editoria
  • Comunicati Stampa
  • Contattaci
  • Richieste di Patrocinio
  • Sezioni Regionali
  • Privacy
  • Annunci di lavoro
  • Quaderni ACP
  • Pagine Elettroniche
  • Libri
  • FAD ACP
ACP © 2026 - P.IVA: 00696410950