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Comunicato Stampa CIANB – “A conti fatti”

  • 27 Mar 2015 alle 09:50:04
cianb La Coalizione Italiana per l’Alimentazione dei Neonati e dei Bambini (CIANB) fondata da 10 associazioni impegnate nella tutela delle mamme e dei bambini per la protezione dell’allattamento materno e delle sane scelte alimentari, segue con attenzione le iniziative del Ministero della Salute e le comunicazioni dei media intese a garantire il benessere della popolazione infantile attraverso l’appropriatezza delle politiche sanitarie, la correttezza delle informazioni ed il contenimento delle spese inutili. In particolare, come descritto nel Manifesto condiviso dalle associazioni fondatrici, la CIANB è al fianco delle famiglie affinché possano consapevolmente offrire ai loro bambini le migliori opportunità alimentari nel rispetto di scelte o culture diverse. Ma per sostenere questo semplice e fondamentale diritto alla salute sono necessarie azioni coerenti e diversificate come una comunicazione ai consumatori libera da approssimazioni scientifiche o pubblicità ingannevoli. Per questo la CIANB condivide la protesta di tante madri, padri ed operatori sanitari negativamente sorpresi dai contenuti della puntata del programma televisivo “A CONTI FATTI” trasmessa da RAI 1 il giorno 23.02.2015 (si veda qui, dal minuto 24) e dedicata agli acquisti necessari per accogliere un neonato e in particolare ai cibi della prima infanzia e alla scelta delle formule artificiali (“latti in polvere”). L’occasione di ascoltare voci obiettive sul tema dell’alimentazione nei primi mesi di vita nonché su quello delle spese indispensabili all’accoglienza di un neonato è stata completamente disattesa a causa di una serie di affermazioni, immagini e consigli che hanno trasformato un importante evento informativo che poteva mostrare il modo fisiologico di alimentare i bambini e come evitare spese inutili alle famiglie in uno spot pubblicitario per la formula artificiale e i cibi industriali per l’infanzia. Su argomenti così mirati e sensibili è stato davvero assordante la “non visibilità” del latte materno (50 secondi su 9 minuti di servizio). Eppure la comunità scientifica conferma ogni giorno di più quello che la storia dell’uomo insegna da sempre: la ricchezza nutritiva e relazionale, la naturalità, l’economicità, la praticità, insomma la fisiologica superiorità dell’allattamento materno nei confronti di qualsiasi altra scelta alimentare per la prima infanzia. Raccomandazioni internazionali e nazionali concordano nel consigliare l’allattamento materno esclusivo fino a sei mesi e complementare fino a due anni ed oltre per tutto il tempo che la madre e il bambino lo desiderano. Oltre a rispondere ad un desiderio e ad una fisiologica opportunità, allattare rappresenta una grande scelta di salute per il bambino, per la mamma, ed un investimento per la comunità. Purtroppo non è tutto così realistico e non possiamo non osservare come questa scelta abbia l’infinito quotidiano bisogno di essere protetta e sostenuta dalle Istituzioni, dalle leggi, dagli operatori, insomma dalle competenze culturali, organizzative ed etiche dell’intera società e del suo servizio sanitario. Negli ultimi anni il nostro Paese è molto cresciuto nelle attenzioni istituzionali, nelle disposizioni legislative e nelle soluzioni organizzative dedicate al percorso nascita, all’allattamento ed alla giusta alimentazione del bambino. Eppure è ancora necessaria una diffusa consapevolezza sociale di questi temi, una costante vigilanza delle pratiche quotidiane e del rispetto delle leggi, nonché una forte denuncia delle insidiose scorrettezze collegate all’invadente marketing delle formule artificiali e del baby food. In questo senso un ruolo decisivo è rappresentato dalla formazione degli operatori e dalle informazioni che i media trasmettono ai consumatori. Il servizio di “A CONTI FATTI” avrebbe dovuto seguire le indicazioni delle Linee di indirizzo nazionali sulla protezione, la promozione ed il sostegno dell’allattamento al seno[1] del Ministero, e perciò:
  • ricordare che “il Ministero della salute riconosce che l’allattamento al seno è un diritto fondamentale dei bambini e che è un diritto delle mamme essere sostenute nella realizzazione del loro desiderio di allattare nel rispetto delle diverse culture e nell’impegno a colmare ogni tipo di disuguaglianze”;
  • fornire “informazioni corrette sui benefici e sulla pratica dell’allattamento al seno, in modo che le stesse possano prendere decisioni informate. Per garantire la massima indipendenza, queste informazioni non possono essere fornite da entità che abbiano interessi commerciali nella produzione, distribuzione e vendita di alimenti per l’infanzia e di strumenti per la loro somministrazione”. Nella trasmissione purtroppo sarebbe stato difficile fare ciò davanti ad una cascata di biberon e ciucci e dietro un tavolo colmo di scatole di formula artificiale e baby foodinquadrate insistentemente, con etichette coperte ma riconoscibilissime e con evidente la discutibile indicazione del timing all’uso;
  • assicurare che siano comprese informazioni sugli “svantaggi legati al fatto di non allattare al seno e sull’uso corretto dei latti formulati per l’infanzia, qualora sia impossibile la pratica dell’allattamento al seno”. Parte di questi riguarda il costo della spesa per la formula artificiale, comunemente calcolata in 500/800 euro a famiglia nei primi 6 mesi (contro la gratuità del latte materno) ed i troppo sottovalutati costi per l’intera comunità proporzionati al mancato allattamento ed al conseguente aumento di tante situazioni patologiche (in USA 10 miliardi di dollari /anno con l’80% di allattamento esclusivo per sei mesi [2]);
  • ricordare che “dopo i primi sei mesi, le madri siano incoraggiate e sostenute a continuare ad allattare fino a quando lo desiderino, anche oltre l’anno di vita. Alimenti complementari adeguati e sicuri siano introdotti quando il bambino dimostri interesse per gli stessi, ordinariamente dopo i primi sei mesi.” L’alimentazione complementare comprende la preparazione casalinga dei cibi che accompagnano l’allattamento dopo i primi sei mesi e non solo i cibi industriali che hanno un maggiore costo in un momento di particolare difficoltà economica per tutti;
  • ribadire che, tra tante composizioni sovrapponibili e comunque sempre diverse da quelle del latte umano, non esiste una formula migliore delle altre che abbia delle prove di efficacia nella letteratura scientifica;
  • sottolineare che l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’EFSA (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) hanno affermato che i “latti di crescita” non apportano alcun valore aggiunto rispetto a una dieta bilanciata nel soddisfare il fabbisogno nutrizionale dei bambini nella prima infanzia nell’Unione europea.
E dunque un servizio sanitario nazionale che opportunamente decida di migliorare lo stato di salute dei suoi cittadini ed allo stesso tempo contenere le spese non può non investire a tutti i livelli sulla promozione, protezione e sostegno dell’allattamento e sull’attento utilizzo di un’alimentazione naturale e diversificata. Considerato tuttavia che anche gli eventi più deludenti possano diventare occasione virtuosa di riflessione e azioni positive, la CIANB chiede che:
  • il Ministero della Salute si esprima chiaramente sui limiti invalicabili dal marketing relativo ai latti formulati e a tutto il baby food, al fine di evitare che, in assenza di regole, i canali della comunicazione pubblica possano essere impropriamente utilizzati per aumentare il consumo di prodotti inutili e costosi
  • la Presidenza RAI vigili con maggiore attenzione sui contenuti delle trasmissioni dedicate all’alimentazione nella prima infanzia e controlli preventivamente che siano coerenti con le Linee Guida ministeriali dove il Ministero della Salute “auspica che i mezzi di comunicazione di massa rappresentino l’allattamento al seno come il modo naturale e normale per l’alimentazione nella prima infanzia”
  • La CIANB chiede inoltre al Ministero della Salute ed alla Presidenza RAI di attivare con sempre maggiore continuità iniziative informative scientificamente corrette, libere da ogni conflitto di interessi e coerenti con la scelta di proteggere l’alimentazione del bambino a cominciare dall’allattamento materno.
A questo proposito la CIANB offre tutta la sua disponibilità e la sua collaborazione. ————————————————————————————- [1] «Linee di indirizzo nazionali sulla protezione, la promozione ed il sostegno  dell’allattamento al seno». (Gazzetta Ufficiale Serie Generale, n. 32 del 07 febbraio 2008) [2] The burden of suboptimal breastfeeding in the United States: a pediatric cost analysis. Bartick, Reinhold Pediatrics 2010 May; 125(5) :1048-1056 SCARICA IL COMUNICATO STAMPA IN PDF
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