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COMUNICATO STAMPA: Immigrati irregolari: niente pediatra? Via libera a ricoveri inappropriati e addio prevenzione

  • 09 Lug 2013 alle 09:47:20

COMUNICATO STAMPA

[ scarica il comunicato ]

Chiudere le porte dell’assistenza specialistica pediatrica ai figli degli stranieri irregolari significa anche dare il via a sempre più accessi inappropriati al pronto soccorso e a una minore sorveglianza epidemiologica. L’Associazione Culturale Pediatri ribadisce il proprio impegno per un diritto alla Salute universale. Ogni bambino va curato. Nessuno escluso. Il presidente Acp Paolo Siani: «Negare le cure pediatriche continuative ai figli dei migranti irregolari significa ignorare il bisogno sociale della prevenzione e la conseguenza più eclatante sarà intasare i pronto soccorsi, che sono già a livelli di allarme rosso». Il consiglio regionale della Lombardia ha bocciato una mozione presentata dal Patto Civico (primo firmatario Umberto Ambrosoli), per chiedere il riconoscimento «dell’assistenza sanitaria di base anche per i minori non regolari con l’attribuzione del pediatra di libera scelta e l’erogazione di determinate prestazioni sanitarie per i figli di immigrati extracomunitari senza permesso di soggiorno». La linea politica della Regione Lombardia stride con i principi di base dell’assistenza e del diritto alla Salute nel nostro Paese, ma è in contrasto ancora maggiore con il buon senso: senza prevenzione e profilassi, i bambini non assistiti svilupperanno patologie più gravi e riempiranno i nostri già intasatissimi pronto soccorsi. Gli stranieri irregolari spesso vivono in condizioni precarie, i loro figli senza regolari vaccinazioni e senza una corretta assistenza specialistica sono più esposti a contrarre malattie. Ai pediatri ACP non interessa entrare nel merito politico della questione, ma di intervenire in una situazione di inaccettabile discriminazione nell’assistenza medica che è presente in Lombardia e in molte altre Regioni italiane a danno dei più fragili: i bambini più disagiati, perché figli di migranti irregolari. Sulla loro difficile vita si abbatte anche un’ulteriore ingiustizia: non avere accesso alle cure pediatriche specialistiche. Questo comporta mancate vaccinazioni, mancata profilassi, mancata intercettazione di malattie complesse e spesso banali nelle prime fasi, ma poi complesse nelle evoluzioni (si pensi al ritorno della tubercolosi). Bambini non assistiti regolarmente accederanno anche in modo improprio al pronto soccorso. Ogni bambino ha diritto di essere seguito regolarmente da un pediatra, al di là delle emergenze garantite dai pronto soccorsi. La Conferenza Stato-Regioni aveva sancito nell’accordo del 20 dicembre 2012 nuove modalità interpretative per l’assistenza ai migranti irregolari, comprendendo l’assistenza dei medici di medicina generale e dei pediatri di famiglia. Alcune Regioni come Friuli Venezia Giulia e Toscana hanno già legiferato in materia, mentre in Lombardia questo diritto è stato negato, altrove la questione ancora non è stata affrontata o è in via di risoluzione. Oggi l’assistenza pediatrica ai piccoli “clandestini” è garantita fino ai sei mesi d’età. Poi spettano loro solo le cure essenziali e urgenti al pronto soccorso.
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