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Nati per leggere: è veramente utile la lettura a voce alta fin dai 6 mesi di età? I risultati del primo studio italiani sul progetto NPL

  • 14 Ott 2011 alle 12:29:00

Comunicato stampa

[scarica il comunicato]

Nati per leggere: è veramente utile la lettura a voce alta fin dai 6 mesi di età?

I risultati del primo studio italiani sul progetto NPL


Studio di efficacia nella Ausl di Asolo (Tv) del progetto “Nati per Leggere”. Valutazione degli effetti della lettura ad alta voce da parte dei genitori sullo sviluppo del linguaggio dei bambini


A cura di Giacomo Toffol, Massimo Melloni, Rita Cagnin, Manuela Sanzovo, Luca Giacobbi, Camilla Montini, Associazione Culturale Pediatri Asolo. Supervisione Giorgio Tamburlini.

Servizio Educazione e Promozione della Salute - Azienda Ulss n. 8, Asolo, Regione Veneto


Hanno partecipato alla ricerca 15 pediatri di famiglia del Veneto (Ulss 8 – Asolo), che hanno coinvolto 435 bambini: 208 nel gruppo sottoposto all’intervento, 227 nel gruppo di controllo.


Obiettivo Valutare l’efficacia di un intervento di promozione alla lettura ad alta voce in età precoce sulle capacità linguistiche dei bambini italiani.

Materiali e metodi A una coorte di 208 bambini di 6 mesi di età, nati nel 2002-2003, seguiti da un gruppo di pediatri di famiglia, è stato effettuato un intervento di promozione alla lettura, a partire dai 6 mesi e quindi ai successivi bilanci di salute fino ai 3 anni.

Un gruppo simile di 227 bambini è stato utilizzato come controllo. Sono state valutate l’abitudine della lettura ad alta voce da parte dei genitori, l’ampiezza del vocabolario recettivo (a 3 e 5 anni di età) e la capacità di comprensione linguistica dei bambini (a 5 anni di età) tramite i test Peabody e Rustioni.

Risultati L’intervento di promozione alla lettura ad alta voce da parte dei genitori risulta efficace nelle famiglie che all’età di 6 mesi dichiaravano di non leggere ai propri figli e di non ritenerlo importante. Fanno parte di questo sottogruppo 202 bambini, pari al 48% del totale, di cui 95 nel gruppo intervento e 107 nel gruppo di controllo.

Tre anni: Nel gruppo sottoposto all’intervento i lettori costanti dopo i tre anni risultano il 49,5% (contro il 36,1% del gruppo controllo) e i lettori occasionali il 43,1% (contro il 38,9%). Il vocabolario risulta correlato alla frequenza di lettura ad alta voce nell’insieme delle famiglie studiate.

Il 68% dei bambini a cui i genitori leggono almeno quattro volte alla settimana raggiunge i punteggi più elevati al test Peabody contro il 27% dei bambini a cui i genitori non leggono.

Dallo studio insomma emerge che la lettura ad alta voce da parte dei genitori determina un aumento del numero di parole conosciute dai bambini all’età di 3 anni, che questo aumento è proporzionale alla frequenza della lettura stessa e che si verifica indipendentemente dalla frequenza o meno all’asilo nido.

A 5 anni sia l’ampiezza del vocabolario che la capacità di comprensione lessicale dei bambini sono ancora fortemente correlate in senso positivo alla frequenza di lettura ad alta voce. Nelle famiglie in cui i genitori leggono ai figli almeno cinque volte alla settimana il 53% dei bambini raggiunge i punteggi più elevati al test Rustioni, contro il 26% di coloro i cui genitori leggono meno frequentemente. Tuttavia, a 5 anni, solo il test Rustioni mette in evidenza un effetto dell’intervento rispetto al non intervento.


Discussione La promozione alla lettura precoce da parte dei pediatri favorisce un incremento della lettura ad alta voce da parte dei genitori meno motivati alla lettura.

Nell’insieme delle famiglie la frequenza di lettura ad alta voce in casa è associata sia a 3 che

a 5 anni al numero di vocaboli conosciuti e alla capacità di comprensione morfosintattica, e quest’ultima appare positivamente influenzata dall’intervento.


Conclusione I risultati di questo studio confermano che anche in Italia la lettura ad alta voce ai bambini influenza positivamente la capacità di comprensione del linguaggio in età prescolare e, che questa influenza è proporzionale alla frequenza della lettura. Sia l’ampiezza del vocabolario recettivo sia le capacità di comprensione linguistica, requisiti necessari per lo sviluppo di adeguate capacità linguistiche, si sono dimostrate infatti migliori nei bambini esposti alla lettura da parte dei propri genitori. L’attività di promozione alla lettura effettuata dai pediatri durante le visite di controllo sembra avere un ruolo positivo nel cambiare le attitudini dei genitori a questo riguardo, e questo in soprattutto nelle famiglie inizialmente meno consapevoli dell’importanza del leggere ad alta voce.


Che cos’è “Nati per leggere”: Avviato nel 2000, il progetto “Nati per Leggere” (Npl) è promosso da Associazione Culturale Pediatri, Associazione Italiana Biblioteche e Centro per la Salute del Bambino. Npl si è ormai diffuso in molte Regioni italiane. Il principale obiettivo è l’incentivazione della lettura ad alta voce in ambito familiare ai bambini in età prescolare. L’esperienza si svolge in modo simile ad analoghi progetti, quali “Reach Out and Read”, oggi diffuso in tutti gli USA, e all’inglese “Book start”.



PER INFORMAZIONI

Ufficio stampa:

Lucilla Vazza: 338.1823193

ufficiostampaacp@gmail.com

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