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COMUNICATO STAMPA - Prima del concepimento: prevenire gli “esiti avversi”

  • 14 Ott 2011 alle 12:40:00

Comunicato stampa

[scarica il comunicato]

Il progetto “Pensiamoci prima”


Prima del concepimento: prevenire gli “esiti avversi”


A cura di Pierpaolo Mastroiacovo e Carlo Corchia


I problemi legati alla riproduzione umana sono di varia natura e non rari.

È possibile prevenire o ridurre il rischio di uno o più di questi numerosi problemi complessivamente denominati “esiti avversi della riproduzione”? La risposta è positiva. Oggi esiste la concreta possibilità di ridurre il rischio di uno o più "esiti avversi della riproduzione".

Per questo è necessario pensarci prima del concepimento.

Per questo è nato il sito www.pensiamociprima.net




“Pensiamoci in tempo” significa innanzi tutto conoscere, quindi prevedere, e infine prevenire o prendersi cura meglio. Questo processo va percorso già prima che il bambino venga al mondo e addirittura prima del concepimento. È infatti ormai ampiamente dimostrato che i cosiddetti “esiti avversi della riproduzione”, possono essere in buona parte evitati (anche fino al 50-70%) se vengono adottate alcune accortezze e seguite semplici regole da parte delle donne e delle coppie prima che la gravidanza abbia inizio.

Ma quali sono gli aspetti principali di queste raccomandazioni? Eccoli brevemente elencati:

1.   programmare la gravidanza;

2.   prendere 0,4 mg di acido folico al giorno già prima che la gravidanza abbia inizio e almeno per i primi tre mesi di gestazione;

3.   alimentarsi in modo corretto, con una dieta cosiddetta “mediterranea”;

4.   avere un peso corporeo adeguato (evitare sia la magrezza che il soprappeso) e fare esercizio fisico;

5.   evitare l’assunzione di bevande alcoliche, non fumare e non prendere stupefacenti;

6.   fare attenzione all’uso di alcuni farmaci e all’esposizione a particolari sostanze chimiche;

7.   seguire semplici norme igieniche per prevenire alcune malattie infettive ed eventualmente vaccinarsi;

8.   controllare la presenza di malattie sessualmente trasmesse (es., HIV, sifilide, clamidia);

9.   riferire al proprio medico l’esito di eventuali gravidanze precedenti e la presenza di malattie della futura mamma;

10.       comunicare al proprio medico la presenza in famiglia di malattie genetiche.

I dettagli di questo decalogo sono consultabili al sito www.pensiamociprima.net.


Affinché l’obiettivo della prevenzione possa essere raggiunto è necessario coinvolgere il maggior numero possibile di donne/coppie in età fertile con un programma specificamente indirizzato alla individuazione delle condizioni di rischio e alla promozione di stili di vita favorevoli alla salute riproduttiva. Oltre all’informazione tramite i mass media e il web un ruolo fondamentale può essere svolto dagli operatori sanitari che entrano in contatto, per qualunque motivo, con donne/coppie in età fertile, soprattutto nell’area delle cure primarie. Anche i pediatri possono svolgere un ruolo importante in questo senso per almeno la metà delle donne/coppie che inizieranno, successivamente ad una da poco terminata, una successiva gravidanza (counseling interconcezionale).


Il “pensarci in tempo” può infine essere rivolto a gruppi di bambini che richiedono un’attenzione particolare sia prima che dopo la nascita, come i gemelli, la cui frequenza è andata aumentando nel corso degli anni per effetto delle tecniche di riproduzione assistita. I gemelli, mediamente, tendono a nascere prima rispetto ai nati singoli, il che significa una maggiore frequenza di prematurità. Ma anche indipendentemente dai problemi connessi alla nascita pretermine essi possono avere bisogno di attenzioni speciali, la cui previsione e anticipazione sono elementi fondamentali per programmare al meglio gli interventi per loro più opportuni. È necessario che i pediatri siano consapevoli del fatto che i gemelli e le loro famiglie necessitano spesso di attenzione e supporto diversi da quelli che usualmente sono rivolti ai gruppi familiari con bambini nati singoli, e sappiano, di conseguenza, prevedere ciò che può accadere e suggerire le risposte più giuste per bisogni così differenziati.


Per informazioni:


Ufficio stampa ACP:

Lucilla Vazza 338.1823193

ufficiostampaacp@gmail.com
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