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Antirotavirus: posizione ACP

  • 05 Dic 2007 alle 17:33:00

Si sta discutendo in Italia della vaccinazione contro il rotavirus e alcune aree pediatriche propongono l'introduzione nel calendario vaccinale.

La posizione dell'ACP al riguardo è la seguente:

Non riteniamo opportuno chiedere l'introduzione del vaccino contro il rotavirus nel calendario vaccinale, perchè:

- l'introduzione di qualsiasi vaccino richiede un'attenta valutazione di impatto, attualmente non praticabile per le conoscenze limitate sull'epidemiologia del rotavirus in Italia. Non riteniamo sufficienti le stime basate su modelli matematici diffuse in vari documenti, ma concordiamo con chi ritiene necessari studi specifici per ciascun Paese per conoscere accuratamente il peso della malattia (Pediatr Infect Dis 2006; 25:S7-S11) in base a precisi dati epidemiologici;

- crediamo che sia necessario procedere per priorità. Gli obiettivi del Piano Nazionale di Prevenzione 2005/2007 indicano nel morbillo, nella rosolia congenita e nelle vaccinazioni complementari in popolazioni di bambini ad alto rischio di infezioni prevenibili con le vaccinazioni, le priorità in campo vaccinale;

- manca la sorveglianza di laboratorio dei sierotipi, indispensabile per valutare gli effetti della vaccinazione, visto oltre a tutto che, anche per il rotavirus, si ipotizza la possibilità del fenomeno del rimpiazzo.

Valutiamo quindi necessario chiedere al Ministero, alle Regioni e alle Agenzie istituzionali preposte al compito (ISS):

- che venga attivata la sorveglianza di laboratorio dei sierotipi di rotavirus circolanti a livello nazionale;

- che venga eseguita una valutazione di impatto di salute (in base ai dati epidemiologici da acquisire), economica e organizzativa;

- che venga indicato l'ordine di priorità di questa vaccinazione rispetto ad altri interventi di prevenzione rivolti all'infanzia;

- che vengano indicati i criteri (primo tra tutti l'attuazione della sorveglianza) ai quali si devono attenere tutte le Regioni per inserire la vaccinazione.

Condividiamo la proposta della SIP e della FIMP, di "renderci promotori e protagonisti, in collaborazione con gli Enti Governativi, di un'attività di sorveglianza sulle infezioni da rotavirus, nonchè sulla efficacia e sulla sicurezza dei vaccini".

Anche se l'OMS ha dichiarato che la prevenzione delle diarree da rotavirus è una priorità nei Pesi poveri, prima di pensare a promuovere iniziative per rendere loro acccessibile il vaccino contro il rotavirus, crediamo necessario tenere presente che:

- non si conosce l'efficacia dei vaccini contro il rotavirus in Asia e in Africa, dove si verifica l'80% delle morti per rotavirus (Lancet 2007; 370:302-304);

- le altre infezioni gastroenteriche ricorrenti nei bb di quei paesi, così come la circolazione di sierotipi diversi e il più frequente riassortimento con rotavirus animali, la grave malnutrizione e la presenza di anticorpi materni, possono interferire con l'efficacia del vaccino;

- nei paesi poveri si vaccina con OPV e non vi sono ancora dati sufficienti sulla co-somministrazione dei vaccini antirotavirus con il vaccino Sabin.

Sappiamo inoltre che gli interventi mirati alle singole malattie si sono dimostrati poco efficaci o di efficacia limitata nel tempo (sono anche fortemente condizionati dalle donazioni che sono discontinue). Gli esperti di cooperazione internazionale fanno presente da tempo che l'azione più efficace per migliorare la salute nei Paesi poveri è il rafforzamento (o la costruzione) dell'assistenza sanitaria di base. Si potrebbero concentrare gli sforzi della pediatria italiana su azioni mirate a quest'ultimo obiettivo.
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