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Diseguaglianze sanitarie in Europa: sociali e geografiche

  • 01 Giu 2007 alle 11:57:00
È stato pubblicato il rapporto “Taking Action on Health Equity”, come parte del progetto “Closing the Gap: Strategies for Action to tackle Health Inequalities (2004-2007)”, finanziato dalla Commissione europea. Il documento esamina le diseguaglianze sanitarie all’interno di 19 Stati membri dell’Unione europea più la Norvegia: Italia, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda (compresa l’Irlanda del Nord), Lettonia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Slovacchia, Spagna, Svezia, Ungheria e Norvegia.

Secondo il rapporto, le diseguaglianze costituiscono un problema importante in Europa: anche se i Paesi europei sono fra i più sviluppati del mondo dal punto di vista economico e sociale, ovunque c’è un grande dislivello fra i ceti socioeconomici più alti e quelli più bassi. Di ogni Stato vengono presentate la situazione, le iniziative in atto per superare le diseguaglianze e il lavoro che resta da fare. Infine, sono sintetizzate le raccomandazioni generali per le azioni prioritarie.

Dal rapporto emerge che le diseguaglianze non sono solo sociali, ma dipendono anche dai singoli Paesi: per esempio, l’aspettativa di vita alla nascita varia dagli 80 anni di Italia, Spagna e Svezia ai 70 anni della Lettonia. Anche i dati su morbilità e mortalità per malattie cardiache, tumori al polmone e incidenti variano considerevolmente da un Paese all’altro.

La situazione in Italia
Per quanto riguarda l’Italia, il rapporto spiega che la copertura sanitaria estesa a tutta la popolazione è una caratteristica chiave del sistema sanitario italiano. Viene però evidenziato che il quadro è molto eterogeneo a seconda delle diverse Regioni, e che l’attenzione sulle diseguaglianze sanitarie dipende molto dal clima politico: il Piano sanitario nazionale 1998-2000 aveva un approccio generale alle differenze sanitarie, mentre il Piano 2003-2005 si focalizzava solo sui gruppi più svantaggiati, senza considerare le differenze fra tutte le classi sociali.

Alcune Regioni (Valle d'Aosta, Umbria, Piemonte, Lazio, Marche, Toscana ed Emilia Romagna) hanno inserito il problema delle diseguaglianze fra le priorità dei rispettivi piani sanitari, e la Provincia autonoma di Trento ha costituito un gruppo di lavoro apposito.

Il 2 aprile si è tenuto un seminario nazionale italiano nell’ambito del progetto “Closing the Gap”, a cui hanno partecipato specialisti di sanità pubblica e politici, allo scopo di discutere la situazione e stabilire le misure da prendere. È stata avanzata la proposta che ogni Regione istituisca un gruppo di lavoro ad hoc sulle diseguaglianze sanitarie, e che i singoli gruppi siano coordinati fra loro: il lavoro a livello locale potrebbe essere poi sfruttato anche sul fronte nazionale.

Scarica il rapporto (pdf 3,58 Mb) e visita il portale europeo sulle diseguaglianze di salute.

Fonte: Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute
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