Gli alimenti ultra-processati (UPF), definiti dalla classificazione NOVA come prodotti industriali complessi con additivi e ingredienti di sintesi, rappresentano una sfida crescente per la salute pubblica e pediatrica. Ampiamente diffusi nei Paesi ad alto reddito e in aumento anche in Italia, gli UPF sono associati a obesità, diabete, dislipidemie, disbiosi, alterazioni neuroendocrine e possibili effetti epigenetici. Particolarmente critici sono i primi 1000 giorni di vita, quando l’esposizione precoce può condizionare lo sviluppo metabolico, cognitivo e comportamentale. L’industria alimentare, tramite marketing aggressivo e strategie di mercato, ne favorisce il consumo, soprattutto tra bambini e adolescenti. Le evidenze, seppur in gran parte osservazionali, indicano rischi consistenti e richiedono un approccio sistemico: regolamentazioni su marketing e prezzi, sorveglianza, educazione e counselling, in sinergia con la comunità pediatrica. Come il tabacco, anche gli UPF necessitano di politiche strutturali per proteggere le nuove generazioni.
Ultra-processed foods (UPF), defined by the NOVA classification as industrial formulations with synthetic additives and complex ingredients, represent a growing challenge for public and pediatric health. Widely consumed in high-income countries and increasingly in Italy, UPF are associated with obesity, diabetes, dyslipidemia, dysbiosis, neuroendocrine alterations, and possible epigenetic effects. The first 1,000 days of life are particularly critical, as early exposure may influence metabolic, cognitive, and behavioral development. The food industry, through aggressive marketing and market strategies, promotes UPF consumption, especially among children and adolescents. Although largely observational, current evidence consistently indicates health risks and calls for systemic approaches: regulation of marketing and pricing, surveillance, education, and counseling, in synergy with the pediatric community. As with tobacco, addressing UPF requires structural policies to protect future generations.