In questo articolo si approfondisce il contesto scientifico entro cui si sviluppa la metodologia di intervento in un corso per bambini e bambine con disturbi del linguaggio creato all’interno di un’associazione di Musica in Culla. Viene illustrato in modo rigorosamente scientifico perché il ritmo e la musica sono un valido aiuto per il superamento dei disturbi in questo ambito. In primo luogo si descrive secondo le neuroscienze il ruolo della musica nell’apprendimento del linguaggio a partire dalla gravidanza. Segue una disamina delle numerose analogie fra i due sistemi di comunicazione che conferma come linguaggio parlato e linguaggio musicale siano facoltà innate apprese spontaneamente in maniera implicita. Si evidenzia come il sussidio musicale, stimolando ambedue gli emisferi cerebrali, produca un’esperienza globale che rafforza le connessioni migliorando le funzioni cognitive come attenzione e memoria indispensabili per l’apprendimento del linguaggio. Viene successivamente analizzato l’elemento “ritmo” parte integrante sia della musica sia del linguaggio e in particolare la segmentazione ritmica del parlato che è assimilabile al solfeggio nella musica. Tale attività è uno dei meccanismi cognitivi principali per l’individuazione, il riconoscimento e la memorizzazione delle parole. Infine, per quanto riguarda la metodologia, il programma si fonda su basi scientifiche che ne sostengono la validità. Punti cruciali sono l’educazione all’ascolto, la sensibilizzazione all’imitazione, alla riproduzione e alla memorizzazione dei suoni ascoltati, la segmentazione ritmica delle parole accompagnata dalla gestualità e dall’uso di piccoli strumenti.
A complemento viene fornito un elenco di alcuni esempi di giochi ed esercizi ritmici molti dei quali utilizzabili anche dagli operatori delle scuole dell’infanzia in un’ottica di prevenzione e individuazione dei soggetti a rischio per disturbi del linguaggio.
This article explores in depht the scientific context within which the intervention methodology is developed in a course for children with language difficulties created within a “Music in Crib” Association. It is illustrated in a rigorously scientific way why rhythm and music are a valid aid in overcoming language disorders. First, the role of music in language acquisition, starting from pregnancy, is described according to neuroscience. This is followed by an examination of the numerous analogies between the two communication systems which confirms how spoken language and musical language are both innate faculties learned spontaneously and implicitly. It is highlighted how the musical aid, by stimulating both cerebral hemispheres, produces a global experience that strengthens connections by improving cognitive functions such as attention and memory, which are essential for language learning. Next, the “rhythm” element, an integral part of both music and language, is analyzed and in particular the rhithmic segmentation of speech which is similar to solfège in music. This activity is one of the main cognitive mechanism for identifying, recognizing and memorizing words. Finally, as regards the methodology, the program is grounded in scientific principles that support its validity. Crucial points are training in listenig skills, awareness of imitation, reproduction and memorization of the sounds heard, the rhythmic segmentation of words accompanied by gestures and the use of small instruments.
To complement this, a list of some examples of rhythmic games and exercises is provided, many of which are also be used by preschool educators with a view to prevention and early dentification of children at risk for language disorders.