Anno. 2026, Volume. 33, N. 2, Pag. am.1

Predire una batteriemia e una meningite in neonati febbrili. Le evidenze sono abbastanza per fare meglio con meno?

Giuseppe Pagano
UOC Pediatria a Indirizzo Critico e Patologia Neonatale AOUI Verona

La febbre nei neonati è uno dei problemi più comuni nell’assistenza sanitaria pediatrica a livello globale. Oltre il 2% di tutti i neonati a termine negli Stati Uniti viene visitato per febbre nei primi mesi di vita nei reparti di pronto soccorso e in altri contesti ambulatoriali. Sebbene la maggior parte presenti malattie virali autolimitanti, circa il 4% dei neonati febbrili di età pari o inferiore a 28 giorni è affetto da infezioni batteriche invasive, in particolare batteriemia e meningite batterica. Molti neonati febbrili con infezioni batteriche invasive appaiono in buona salute e non possono essere identificati in modo affidabile solo sulla base dell’ anamnesi e dell’ esame obiettivo. Per evitare di trascurare anche un solo neonato affetto da meningite batterica, la maggior parte delle linee guida internazionali raccomanda attualmente la puntura lombare di routine per l’analisi del liquido cerebrospinale, il trattamento antibiotico empirico e il ricovero ospedaliero per tutti i neonati febbrili di età pari o inferiore a 21 giorni o inferiore a 30 giorni. La puntura lombare nei neonati è una procedura invasiva e può essere stressante per i genitori e richiede l’ esecuzione di un’ analgosedazione. L’uso empirico di antibiotici e il ricovero ospedaliero di routine sono associati a rischi iatrogeni e a un notevole impiego di risorse. Ridurre in modo sicuro le punture lombari non necessarie nei neonati con febbre migliorerebbe l’assistenza incentrata sulla famiglia e ad alto valore aggiunto. I ricercatori del Pediatric Emergency Care Applied Research Network (PECARN) hanno individuato fattori predittivi per identificare i neonati febbrili di età pari o inferiore a 60 giorni a basso rischio di infezioni del tratto urinario (UTI), batteriemia e meningite batterica. Questi fattori predittivi inclusi nel “PECARN prediction tool” (procalcitonina sierica ≤ 0.5 ng/mL, una conta assoluta dei neutrofili ≤ 4.000/mm³ in combinazione con un risultato negativo dell’analisi delle urine), hanno dimostrato un’ eccellente accuratezza diagnostica, consentendo secondo gli autori, di ridurre in sicurezza il numero di punture lombari da eseguire in neonati con febbre a “basso rischio”.

Predicting bacteraemia and meningitis in feverish newborns.Is there enough evidence to do better with less?
Fever in newborns is one of the most common issues in paediatric healthcare worldwide. Over 2% of all full-term infants in the United States are seen for fever in the first few months of life in A&E departments and other outpatient settings. Although most have self-limiting viral illnesses, approximately 4% of febrile infants aged 28 days or younger have invasive bacterial infections, particularly bacteraemia and bacterial meningitis. Many febrile newborns with invasive bacterial infections appear healthy and cannot be reliably identified on the basis of history and physical examination alone. To avoid overlooking even a single newborn with bacterial meningitis, most international guidelines currently recommend routine lumbar puncture for cerebrospinal fluid analysis, empirical antibiotic treatment and hospital admission for all febrile newborns aged 21 days or younger or 30 days or younger. Lumbar puncture in newborns is an invasive procedure and can be stressful for parents, requiring the use of analgosedation. The empirical use of antibiotics and routine hospital admission are associated with iatrogenic risks and a significant use of resources. Safely reducing unnecessary lumbar punctures in feverish newborns would improve family-centred high value care. Researchers from the Paediatric Emergency Care Applied Research Network (PECARN) have identified predictive factors to identify febrile infants aged 60 days or younger at low risk of urinary tract infections (UTIs), bacteremia and bacterial meningitis. These predictive factors, included in the ‘PECARN prediction tool’ (serum procalcitonin ≤ 0.5 ng/mL, an absolute neutrophil count ≤ 4.000/mm³ in combination with a negative urine analysis result), have demonstrated excellent diagnostic accuracy, enabling, according to the authors, a safe reduction in the number of lumbar punctures performed on ‘low-risk’ infants with fever.


Pagine El. di Qacp - 2026; 33(2)

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