Anno. 2026, Volume. 33, N. 3, Pag. 102-105

“Dog-tori e un gatto!” Umani e animali all’interno di un progetto di pet therapy

Silvia Corvini, Raffaella Pirini, Michela Vestrucci, Elena Vetri, Enrico Valletta
Silvia Corvini1, Raffaella Pirini2, Michela Vestrucci3, Elena Vetri4, Enrico Valletta3 - 1 Fondazione “Opera Don Pippo ETS”, Forlì, psicoterapeuta responsabile Circolo Pet; 2 Medico veterinario, Ravenna; 3 UO di Pediatria, Ospedale G.B. Morgagni – L. Pierantoni, AUSL Romagna, Forlì; 4 Direzione Medica, Ospedale G.B. Morgagni – L. Pierantoni, AUSL Romagna, Forlì

Vuoi citare questo articolo? DOI: 10.53141/QACP.2026.102-105

Il progetto “Dog-tori e un gatto!” descrive la realizzazione e la valutazione di Interventi Assistiti con gli Animali (IAA) all’interno di un reparto di pediatria, nel periodo 2022-2025. Gli interventi, prevalentemente configurati come Attività Assistite con Animali e, in casi selezionati, come Terapia Assistita con Animali, hanno coinvolto cinque cani, due gatti e un coniglio, con sessioni settimanali in reparto.
Sono stati realizzati 873 interventi, di cui il 95,3% in modalità visiting e il 4,7% in supporto a procedure sanitarie. Sono stati coinvolti 894 caregiver e 67 operatori sanitari. Il tasso di rifiuto è risultato basso (3,8%). I questionari di gradimento hanno evidenziato elevata soddisfazione tra caregiver (84%) e operatori (79%). I risultati indicano che un modello strutturato di IAA è accettabile, sostenibile e potenzialmente efficace nel rafforzare l’alleanza terapeutica e il clima relazionale. Pur nei limiti metodologici di uno studio osservazionale, l’esperienza supporta l’integrazione degli IAA come attività complementare all’interno di un reparto di pediatria ospedaliera.

The “Dog-tori e un gatto!” project describes the implementation and evaluation of Animal-Assisted Interventions (AAI) within a Pediatric Unit (2022–2025). Interventions were mainly delivered as Animal-Assisted Activities and, in selected cases, as Animal-Assisted Therapy, involving five dogs, two cats, and one rabbit in weekly hospital sessions. A total of 873 interventions were performed: 95.3% bedside or visiting activities and 4.7% direct support during medical procedures. Additionally, 894 caregivers and 67 healthcare professionals were indirectly involved. Refusal rates were low (3.8%). Satisfaction surveys showed high appreciation among caregivers (84%) and healthcare staff (79%). Findings suggest that a structured and ethically grounded AAI model is feasible, well accepted, and potentially effective in strengthening therapeutic alliance and improving the relational climate within pediatric wards. Despite the limitations inherent in an observational design, this experience supports the integration of AAI as complementary interventions in hospital pediatrics.


Quaderni acp - 2026; 33(3)

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