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Un paese, una storia

  • 01 Set 2010 alle 16:01:00

Franco Dessì (a cura di)
Vecchie foto
Tipografia ghilarziese 2009, Edizione fuori commercio


È difficile pensare che oramai ci sia qualcosa di originale, in un mondo che consuma ogni cosa in ogni attimo. La storia di un piccolo paese raccontata da fotografie può essere un evento? Che un piccolo paese abbia una storia, che ogni paesano ne conservi una parte nella sua memoria è fuori di dubbio, ma come mettere insieme le storie per narrare la storia di un paese, per creare una memoria collettiva è operazione più complicata. 
A Narbolia, un piccolo comune del Campidano, ce l’hanno fatta raccogliendo le fotografie dalle famiglie del paese: 500 foto. Un libro ne rende note 251. 
Ognuna racconta la storia di quel giorno, di quella occasione, di quella nascita, di quel matrimonio, di quella festa con chitarre e fisarmonica, o con mo menti della famiglia in cui il raffigurato è nato, con le donne che hanno il volto circondato da un ovale nero che ci ricorda qualcosa che si vuole ostracizzare. Ma poi le storie raccontate dalle fotografie si incrociano, si sovrappongono, si intrecciano e da qui nasce una storia che da personale o familiare diventa collettiva e da perduta rinasce legata da qualche pagina leggera d’introduzione e commento. Le città, tanto meno le grandi città del villaggio globale, con i loro modelli sociali in crisi non potrebbero farlo. Forse non possono fare neppure la storia di un condominio perché lì le vicende delle persone non si intrecciano, ma si ignorano: vi ricordate Gaber in Come è bella la città? Non è una fortuna essere legati alla storia di un paese?

Giancarlo Biasini


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